Storia di un parcheggio sotto accusa

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Venerdi scorso le forze dell’ordine hanno bloccato i lavori di sbancamento nella collina di piazza delle Muse dove si stava costruendo una strada, nell’area protetta della Valle del Tevere, per accedere alla realizzazione del parcheggio previsto. Il blocco è avvenuto dopo le segnalazioni dei residenti e l’esposto del consigliere de La Destra Massimo Inches.

Questo è l’epilogo di una lunga storia che inizia con l’opposizione della Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici al progetto del parcheggio. Infatti l’area, appartenente alla “Valle del Tevere”, era vincolata, ma il 16 gennaio del 1995 l’allora assessore regionale all’Urbanistica autorizza lo scavo dei quattro piani nella collina sotto la piazza. Il ministero dei Beni Culturali con un decreto annulla l’autorizzazione della Regione e il Tar boccia il ricorso del concessionario contro l’annullamento. Ma nel 2001 il Consiglio di Stato invece annulla l’annullamento a causa della tardività del decreto dei Beni Culturali. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il Dipartimento VII (Ufficio Parcheggi) sollecita il parere del II Municipio per concludere l’iter di approvazione dell’intervento, ma, leggendo tra le righe della risoluzione, appare evidente che si apre un braccio di ferro tra il II Municipio, guidato dal centrodestra, e il Comune governato allora da Veltroni. Il 1 luglio 2004 il II Municipio approva la risoluzione in cui, “tenuto conto dei vincoli ambientali che sussistono per la collina, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che riguardava la tardività dell’intervento del ministero per i Beni e le Attività Culturali”, chiede di “rilocalizzare il parcheggio multi – piano interrato, al di sotto della scarpata, in corrispondenza della stazione della Ferrovia Roma Viterbo, con collegamenti agevoli e continuativi con piazzale delle Muse, salvaguardando così la collina e la piazza”. Chiede anche “l’avvio di un progetto di riqualificazione ambientale della collina e della piazza” e “che il 20% dei posti auto del parcheggio siano destinati a essere rotazionali”.

Chi abbia vinto è storia nota. La giunta comunale nel 2004 autorizza la costruzione del parcheggio sotto la piazza, che nel 2006 migra insieme agli altri interventi nel Piano Urbano Parcheggi commissariale sottoposto ai poteri straordinari del sindaco per l’Emergenza Traffico e Mobilità. Nessuna rilocalizzazione per salvaguardare il verde, nessun posto auto a rotazione, solo box pertinenziali. Le richieste del Municipio restano inascoltate, nonostante fossero state sottoscritte da un fronte “bipartisan” che univa l’opposizione Pd/Margherita/Udeur ai consiglieri di An, compreso l’assessore Lavinia Mennuni. Contrari, in minoranza, i consiglieri di Forza Italia e il presidente del Municipio Antonio Saccone, che tempo dopo sarebbe passato alla lista civica per Veltroni…

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