Idi, riprendono le proteste all’ospedale San Carlo di Nancy

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I medici e gli infermieri dell'ospedale San Carlo di Nancy di Roma, da questa mattina hanno ripreso la protesta sul tetto della struttura per denunciare che da mesi, tutti i dipendenti dell’Idi sanità percepiscono gli stipendi dopo lunghissimi ritardi.

In una nota dell’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, si legge addirittura che :«Solo al San Carlo -prosegue la nota- ci sono medici che da tre mesi non percepiscono lo stipendio, una situazione intollerabile per una struttura che grazie alla professionalità e alla competenza dei propri dipendenti rappresenta un punto di riferimento importante per la sanità laziale ». In questo caso la proprietà della struttura non sembra essere più in grado di proporre soluzioni condivise ma ormai la situazione è al collasso praticamente in tutti i nosocomi della Regione.

Gli effetti perversi del piano di rientro dal deficit della Regione Lazio provoca una graduale ma costante diminuzione dei servizi; al Pertini, da oltre un mese tutte le attività di chirurgia sono in crisi per la grave carenza di chirurghi e anestesisti, generata da pensionamenti mai sostituiti (circa 20) e di posti letto disponibili. Ad oggi si segnala la definitiva chiusura del Day Surgery (già ridotto al 30%) ed il blocco delle preospedalizzazioni. Le liste di attesa per intervento programmato hanno raggiunto i due anni e quelle per intervento di patologie urgenti è di circa due mesi. Pare, inoltre, che l'Azienda abbia l’intenzione di esternalizzare, con appalto a Cooperative per oltre 60 posti, la figura dell'Operatore Socio Sanitario e dare in outsourcing totale l'assistenza domiciliare. Le proteste, del resto, non si fermano neanche al san Camillo dove tutte le sigle sindacali affermano che «vengono chiusi reparti strategici del nostro ospedale con una consistente riduzione dell'offerta sanitaria a fronte di un periodo come quello estivo nel quale cresce il disagio delle fasce piu' deboli e vulnerabili della popolazione».

Gli operatori protestano ma continuano comunque a lavorare in una situazione estremamente complicata nella quale i materassi per terra, che avevano destato enormi polemiche, sembrano essere tornati la normalità. Per tacere del Policlinico Gemelli, da mesi al collasso economico dove da qualche giorno i medici hanno organizzato un presidio dimostrativo. Una realtà distante anni luce da quella descritta dalla Presidente Polverini e che rischia di presentare il conto proprio nei mesi estivi.

Carlitos