Alemanno in Emilia, malumori tra i terremotati

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La Gazzetta di Modena ieri descriveva la drammatica situazione degli sfollati ammassati al campo sportivo di Rovereto sul Secchia «dopo l'ultima potente, scossa sismica» descrivendo le crepe profonde che hanno modificato indelebilmente la frazione. Nel frattempo è stata allestita una tendopoli dove hanno dormito centinaia dei 4mila sfollati di Rovereto, il 100% della popolazione della frazione.

«Nei volti delle persone che affollano il campo sportivo la paura è ancora scritta in modo nitido», riporta il cronista che parla anche di un boom d'iscrizioni con oltre 200 persone che si sono prenotate per trascorrere in Appennino qualche giorno lontano dal terremoto. «Altri stanno sistemando la loro tenda in giardino, davanti alla propria abitazione, vigilata per paura che si verifichino episodi di sciacallaggio. Molti, ancora, si stanno facendo accompagnare dai vigili del fuoco negli alloggi, per la metà inagibili, per ritirare lo stretto necessario per la sopravvivenza: medicinali, viveri come pane e acqua, coperte e qualche vestito».

Una cronaca quasi livida e disperata di chi ora pensa a sopravvivere, ma presto ricostruirà e riprenderà il lavoro. Gente laboriosa e orgogliosa, quella dell'Emilia, ma che in un momento così delicato per la loro esistenza come singoli e comunità non ci sta proprio alle sceneggiate e tanto meno si presta a far da sfondo dolente a questo o a quel potente di turno. E di un potente scrivevamo appunto ieri. Di Gianni Alemanno che lasciati in tutta fretta i palazzi capitolini in piena bagarre per la delibera 32 sulla privatizzazione Acea, si era precipitato nelle zone terremotate, al seguito della protezione civile romana. Avevamo anche ironizzato sulle foto trasmesse "in diretta" da una agenzia romana che lo ritraggano alacremente all'opera tra funi e tende.

Oggi ci limitiamo a riportare la cronaca della Gazzetta che scrive: «Non è stata accolta con entusiasmo la visita del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di passaggio a Rovereto per accompagnare la delegazione della protezione civile di Roma che ha allestito il campo in via Morselli. Sarebbe stato meglio se fossero venuti in sordina, senza farsi accompagnare dal sindaco. Questa non è l'occasione giusta per ricevere un applauso facile, qui siamo tutti spaventati» fa sapere un gruppo di cittadini che sta aspettando una tenda al nuovo campo di via Morselli. Ci giunge notizia, anche se non confermata, di fischi e invettive, ma aggiungere altro sarebbe infierire sulla spasmodica ricerca di “visibilità” mediatica che si ritorce contro chi l'ha voluta.

G. L.