Si rinnovano i canoni, il problema resta

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Che il Comune di Roma voglia risparmiare sui loculi, o giù di lì, per l'emergenza abitativa a sfrattati, senza casa e diseredati, è cosa buona e giusta soprattutto se consideriamo i costi di affitto che per alcuni casi, come abbiamo più volte scritto, sfiorano i 3000 euro al mese.

Ovviamente comprensivi di fitti veri e propri e di servizi per lo più forniti dalle cooperative sociali. Non a caso l'assessore Lucia Funari poco dopo aver occupato la poltrona di Antoniozzi, dava mandato al Dipartimento Politiche Abitative di avviare l’aggiornamento del censimento delle famiglie attualmente in assistenza temporanea presso le 13 strutture. E invitava la direzione del dipartimento a rinegoziare i contratti di locazione di questi immobili, «al fine di ottenere una riduzione della spesa corrente…».

La nota disponeva che nei nuovi contratti di locazione fossero previsti i costi per i consumi di luce, acqua e gas a carico delle famiglie assistite. La questione era urgente, almeno secondo l'assessore, poiché dei 13 immobili adibiti a Centri di assistenza alloggiativa temporanea, 11 avevano contratti stipulati nel 2007 e quindi in scadenza. Il direttore del dipartimento si metteva alacremente all'opera tanto che ormai è imminente il rinnovo non solo dei contratti in scadenza quest'anno, ma anche di quelli in scadenza per gli anni successivi. Ancora affidamento diretto, a condizioni più vantaggiose, anche se va ricordato che l'allora assessore Antoniozzi revocò ben tre bandi di gara per gli affitti dei loculi perché i vari servizi delle cooperative collegati ai residence dovevano essere banditi a parte, come prevede la legge sugli appalti. Non solo, ma visto che i contratti della cattolicissima Confraternita, che gestisce numerose cooperative e ha la disponibilità di alcuni immobili dei costruttori, erano scaduti già a dicembre. Allora si pensò bene di passare quei contratti, orientati all'assistenza, alla direzione del dipartimento che si occupa degli affari sociali ovvero al dott. Scozzafava, togliendoli alle competenze del dipartimento patrimonio del dott. Bianchini. C'è da dire che a tale prescia di rinnovare non hanno aderito tutti gli imprenditori locatari, alcuni dei quali vogliono vederci chiaro in tutta la vicenda e comunque non rimetterci. Ma chi sta rinnovando passerà ad una scadenza di tre anni anziché sei. Mentre di fatto il costoso problema dell'emergenza alloggiativa resterà del tutto irrisolto: pesante fardello per i futuri amministratori già nel 2013. Chi invece tirerà un respiro di sollievo saranno i locatari dell'elegante complesso di via Fioranello 18 in località Borgo del Poggio frequentato, a quanto ci si dice, anche da lussuose vetture, forse dei parenti degli sventurati e forzati residenti.

Comunque sia si tratta di palazzine residenziali che possono ben accogliere visitatori abbienti. Quei locali vennero concessi al Comune di Roma in base a una convenzione del 23 luglio del 2009 sottoscritta dal Campidoglio con la società Arca 93 srl per 53 appartamenti e con la Ge.Im 96 srl per altri 43, per un totale di 96 appartamenti. Tuttavia il 26 novembre dello stesso anno ad Arca subentrava Eventi Speciali srl. Ci risulta che i contratti scadano il 5 luglio 2012 con un compenso annuale di 1.400.000 euro per i 53 appartamenti Eventi Speciali/Arca e di 1.200.000 euro per i 43 locali della Ge.Im. Tutto regolare, ma come abbiamo già scritto senza mai ottenere risposta, le sorprese arrivano dalla documentazione catastale. Infatti già un anno fa a “Cinque Giorni” risultava che complessivamente erano stati accatastati a uso abitativo non già 96 appartamenti bensì solo 79. Quando pubblicammo la notizia Antoniozzi rispose parlando di tutto fuorché di questo piccolo particolare. Ora che il direttore Bianchini si sta dando da fare per rinnovare a breve tutti i contratti, sarebbe interessante sapere se una verifica sia stata fatta dai competenti uffici allo scopo di non far pagare al Campidoglio l'affitto per i 17 alloggi fantasma.

Giuliano Longo