Il Pdl si spacca su Pian dell’Olmo

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Riunione lampo l'altro ieri fra gli esponenti della componente ex Forza Italia del Pdl romano. Così l'on.Gianfranco Sammarco, l'assessore regionale alla sicurezza Giuseppe Emanuele Cangemi ed il potentissimo presidente del municipio XX Gianni Giacomini si sono incontrati per porre l'altolà al sindaco Gianni Alemanno.

Il monito era arrivato al sindaco prima che entrasse nella riunione con il commissario Sottile, sostenuto dal ministro all'ambiente Clini, che avrebbe poi deciso di ubicare la discarica che dovrà sostituire Malagrotta a Pian dell'Olmo. Decisione che in qualche modo Alemanno, e non solo, aveva condiviso quale ultima spiaggia sia pure fra le proteste generali da molte parti. Ora i tre sono proprio intenzionati a ribaltare il tavolo da gioco e ad aprire un problema politico all'interno della maggioranza che governa questa città. Giacomini era già uscito allo scoperto ieri con una durissima critica sulla scelta di pian dell'Olmo, presentandosi ormai, con dichiarazioni infuocate ed interviste senza peli sulla lingua, come l'animatore di una protesta che potrebbe addirittura, nei prossimi giorni, bloccare i lavori dell'aula Giulio Cesare nel caso la decisione per la discarica non venga revocata.

Intanto, come ci ha confermato lo stesso presidente del XX, si sta preparando una mozione al consiglio di Roma Capitale da parte dei consiglieri della sua area (e forse non solo) che dovrà chiarire una volta per tutte il gioco delle parti. Chi ci sta e chi non ci sta. Giacomini afferma di voler stare solo dalla parte dei cittadini che vivono sul territorio del suo municipio e nell'area limitrofa di Riano. Gli altri, i politici, dovranno venire allo scoperto. In questo modo si apre davvero un grosso problema politico nella maggioranza e non solo, perché anche dall'opposizione sono venute ieri dichiarazioni non ostili alla scelta del Commissario, grondanti di critiche ad Alemanno per il modo in cui ha gestito la partita dei rifiuti in questi quattro anni pur avendo avuto tutto il tempo per inserirsi nel gioco. Se Giacomini, Sammarco e Cangemi si sono mossi in modo così determinato è perché contano anche sul sostegno di esponenti dei vertici nazionali del loro partito, non ultimo dell'on. Fabrizio Cicchitto.

La determinazione del presidente del XX va invece presa davvero seriamente perché «è deciso ad andare sino in fondo nell'interesse della gente, la sua gente – ci dice- che oggi dovrà subire una discarica laddove si è scartata a suo tempo l'ipotesi di costruire lo stadio della Lazio proprio per quei vincoli idrogeologici oggi improvvisamente scomparsi». E andare avanti «sino in fondo» potrebbe anche significare aprire una crisi nel governo della Capitale il cui annuncio minaccioso si è avuto proprio ieri mattina quando è mancato il numero legale al Consiglio rinviato a questa mattina. Brutto segnale per la maggioranza e guai seri per l'opposizione, se davvero si dovrà votare in aula la mozione che possiamo tranquillamente etichettare come la "mozione Giacomini."

Giuliano Longo