Anche i Caf nel mirino della Guardia di Finanza

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E adesso anche i CAF nel mirino della Guardia di finanza, proprio quelle agenzie dove gli anziani fanno la coda per chiedere o controllare i benefici della spesso sudata pensione. Code pazienti e interminabili, ma tanta fiducia per vedove che attendono la magra reversibilità o i lavoratori che ormai si aggrappano solo al magro reddito della pensione di anzianità. Eppure, anche qui, in questi luoghi deputati all'assistenza, si tenta di truffare lo stato, sport ampiamente praticato nel Bel Paese.

Così alle prime luci dell'alba i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a 35 provvedimenti di sequestro di documentazione nei confronti di altrettanti Centri di Assistenza Fiscale (C.A.F.) di Roma. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dal locale Nucleo di Polizia Tributaria, sono state avviate a seguito di una denuncia sporta dalla Direzione Centrale Ispettorato dell’I.N.P.S., nella quale si indicavano potenziali truffe commesse in danno dell’Ente dal 2008 al 2010. In sostanza alcuni CAF nei tre anni avrebbero favorito l’indebito conseguimento di prestazioni sociali agevolate attraverso la presentazione ai C.A.F. Parliamo di dichiarazioni sostitutive uniche DSU contenti dati falsi.

In sostanza le dichiarazioni contengono i dati sul reddito ed il patrimonio che servono a calcolare chi e qunto si ha diritto alla erogazione di prestazioni sociali agevolate (ad esempio nel campo sanitario, della pubblica istruzione, ecc). Queste dichiarazioni vengono presentate spesso attraverso i C.A.F. che sono convenzionati con le amministrazioni dello Stato e percepiscono un compenso per tale attività. Ma nel corso delle indagini è stata accertata la presentazione di circa 40.000 dichiarazioni sostitutive irregolari, i cui fascicoli sono stati oggi sotto sequestro delle Fiamme Gialle. Tra le irregolarità riscontrate vi sono casi di D.S.U. apparentemente presentate da soggetti deceduti oppure dalla stessa persona presso più di un C.A.F. Altri accertamenti riguardano i compensi, per 2 milioni di euro nel triennio che i C.A.F. hanno percepito dall’I.N.P.S. per la trattazione e l’inoltro delle 40.000 false dichiarazioni sostitutive. Insomma qualche CAF pare abbia fornito dichiarazioni false e certamente non per favorire poveri disgraziati, vedove e vecchiette, ma per guadagnarci pure su. Non c'è proprio più decenza!

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