Pian dell’Olmo, aumentano i dissensi

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L'avevamo annunciato e si è avverato, non tanto per le nostre capacità divinatorie quanto perché la politica e i suoi strumenti di intervento funzionano, nonostante tutto, anche nella ricerca del compromesso. Così ieri è stata presentata al Consiglio di Roma Capitale, per la successiva approvazione, la mozione contro l'ubicazione della discarica a Pian dell'Olmo che il presidente del XX municipio Gianni Giacomini aveva preannunciato ieri sul nostro giornale.

Ma quello che non è ancora noto è che al momento in cui scriviamo la mozione ha già raccolto sette firme, tutte dei consiglieri della Maggioranza, fra i quali Piccolo, Cantiani, Ciardi. Ma Giacomini ci ha confermato ieri che alla fine le firme saranno molte di più. «Intanto – ci fa sapere il presidente – domattina (oggi per chi legge) saremo dalla presidente della Regione Renata Polverini, poi ci recheremo a piazza Montecitorio e venerdì parteciperemo alla riunione della commissione ambiente alla Pisana con l'obiettivo, successivamente, di essere ricevuti dal prefetto».

La mozione ricalca posizioni note, ampiamente riprese dalla stampa in questi giorni: vincoli idrogeologici, fra i quali lo scorrimento di un fiume sotterraneo; vincoli paesaggistici e archeologici della Valle del Tevere che non tollererebbe lo scempio della discarica ecc. Anche se ieri il commissario Sottile aveva usato in una sua intervista a radio24 (ripresa poi da tutte le agenzie di stampa) toni piuttosto duri sino a minacciare l'intervento delle forze dell'ordine, par di capire che la battaglia dei sindaci della valle del Tevere, del presidente del XX, degli ecologisti e delle forze politiche locali, se non farà recedere ufficialmente il commissario dalla sua decisione, potrebbe aprire, nel tempo, le porte ad una soluzione alternativa. Anche perché, persino gli oppositori del progetto Pian dell'Olmo sono convinti che la situazione di Malagrotta sia insostenibile. La soluzione di Pizzo del Prete potrebbe dunque rispuntare magari dopo la convocazione della conferenza dei servizi che giudicasse davvero insuperabili quei vincoli a giudizio di molti insormontabili. Certo, voci, ipotesi, ma forse anche qualcosa di più. Forse un accordo di massima che soddisferebbe molte delle parti in causa. Intanto tirerebbe fuori dai pasticci Alemanno che non dovrebbe pagar pegno politico ad una parte della sua maggioranza, oggi divisa sulla questione. Una soluzione che ributterebbe però la palla in Provincia, a Fiumicino. Ma farebbe tirare un sospiro di sollievo anche a quella parte del Pd che, sia pure cautamente, aveva sostenuto la scelta di Pian dell'Olmo.

C'è anche da dire che l'ubicazione della discarica nei pressi di Fiumicino era stata ventilata dalla stessa Renata Polverini tempo fa, ancor prima che il problema venisse affidato nelle mani del precedente commissario Prefetto Pecoraro e la reazione delle forze locali non era certo stata tenera. Ma il gioco dell'oca della discarica deve pur finire in qualche casella. Insomma, una situazione che parrebbe ancora aperta anche grazie all'intervento dell'on. Cicchitto che avrebbe sostenuto la battaglia di Giacomini e dei suoi. Una componente forte nel Pdl, quanto meno a Roma e nel Lazio, che potrebbe ancora influire sulle decisioni del Governo.

Giuliano Longo