Ci querela anche il segretario Lucarelli Noi continuiamo a fare i giornalisti

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Anche Antonio Lucarelli, onnipotente (oddio ci querela ancora!) segretario del sindaco Gianni Alemanno ci ha finalmente querelato per articoli i pubblicati firmati e siglati dal sottoscritto dal gennaio al marzo di quest'anno.

Ce mancava proprio, ma ben venga. In fondo si è solo limitato ad emulare il suo padrone e sindaco Gianni Alemanno che invece ci aveva querelato per articoli pubblicati dal novembre al gennaio di quest'anno. La catena di sant'Antonio appunto.

Premesso che le frequenti visite della polizia giudiziaria ci riempiono di orgoglio per la considerazione ed i buoni rapporti con le forze dell'ordine, non abbiamo (ahinoi!) avuto la possibilità di leggere la querela, sicuramente capolavoro di giuridica scienza, che ci verrà successivamente resa nota dal nostro legale. Sia detto per inciso che noi l'avvocato ce lo paghiamo, cosa della quale dubitiamo (e riquerelateci) per il sindaco ed il di Lui fedelissimo segretario. Tuttavia scorrendo le date degli articoli incriminati (forse criminosi) presenti nella citazione ci par di capire che Lucarelli va in bestia quando si tocca la dolente nota dei Punti Verdi Qualità.

Ebbene, lo ammettiamo, è vero, di Antonio abbiamo scritto per i suoi trascorsi imprenditoriali nel settore sino alla fine degli anni novanta del secolo scorso. Ora è pur vero che tutti vorremmo stendere un pietoso velo sulla oscura vicenda dei PVQ in attesa che la magistratura bastoni ladroni e truffatori. Ma come non ricordare che l'ex portavoce (allora) della formazione fascista Forza Nuova, agli inizi di questo secolo, sia tanto competente in materia di PVQ? In fondo ha continuato a frequentare in cene, pranzi e merende concessionari e costruttori del settore. E poi ci risulta che ancora Lui fosse presente nel 2009 alla riunione dalla quale scaturì la saggia decisione di aggiungere altri 216 milioni di crediti della Bcc, ai 200 già erogati negli anni precedenti, opportunamente garantiti (ça va sans dire) con fideiussione capitolina al 95%. Forse ne sarebbero bastati meno, come bisbigliò qualche coraggioso solo anni dopo la ferale decisione.

Infine, scorrendo l'elenco dei suddetti articoli si evince che Antonio si sia incazzato anche quando adombrammo che dietro il dimissionamento del capo dei vigili Giuliani, posticipato di qualche mese, ci fosse la sua manina. Come se il povero Lucarelli, nelle segrete stanze del Campidoglio, non suggerisse, non decidesse, non contasse un bel niente, oscuro funzionario di una opaca amministrazione. Se non fosse (ahilui!) che le notizie non ce le inventiamo, ma scaturiscono copiose e fluenti proprio da quelle segrete stanze. In genere raccogliere voci e pubblicarle fa parte del mestiere, non a caso tutti i giornali le definiscono "retroscena". Forse il Lucarelli, sincero democratico e difensore della libertà di stampa, vorrebbe che i "retroscena" passassero al vaglio del suo Minculpop e le fonti denunciate all'Ovra capitolina (senza alcun riferimento agli organismi censori e repressivi del bel "ventennio" che fu). Ma che dire: ci pensino Lui e Alemanno a chiudere i rubinetti.

Giuliano Longo