Ecco il piano (utopistico) per la raccolta differenziata

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Trenta milioni di euro in tre anni, dieci all'anno a partire dal 2012. A tanto ammonta il sostegno economico che il ministro per l'Ambiente Corrado Clini assicura a Roma Capitale e Ama per approntare il piano di raccolta differenziata della capitale. Ne ha parlato lo stesso ministro durante la presentazione del piano di fattibilità nella sede di via Cristoforo Colombo.

Clini spiega che le risorse ministeriali andranno a coprire lo start-up con un costo di gestione, nel tempo, decrescente. Ma le buoni intenzioni non mancano perché il ministro stesso si farà promotore di interventi presso le sedi competenti perché «si assicuri il credito per al progetto » e si possano garantire degli investimenti che «dovranno necessariamente uscire dal patto di stabilità». Insomma 30 milioni in 3 anni non sono granché, anche se fuori dal patto di stabilità, ma tanto basta ad Alemanno per dar fiato alle trombe. «A Roma abbiamo trovato, quando ci siamo insediati, la differenziata al 17%. L'abbiamo portata quasi al 26%. Abbiamo sottoscritto un patto che fissa obiettivi e stanzia risorse. Puntiamo al 60% nel 2015 e al 65% nel 2016». Questo sarebbe il timing che Alemanno ha presentato ieri che poi si è lasciato andare ad alcune considerazioni filosofiche affermando «c'è un problema storico sedimentato dimostrato dalla cifre. Un problema da comprendere non in chiave polemica, ma per conoscere la portata della sfida». Ma torniamo ai numeri. A Roma ogni punto di differenziata in più significa 18mila tonnellate di rifiuti, il che dà l'idea di quanto il piano triennale abbia alcuni aspetti utopici, ma ad Alemanno preme polemizzare, non tanto velatamente, con l'esperienza della provincia che ad oggi serve oltre 300.000 residenti con la differenziata avendo utilizzato i soldi messi a disposizione già dai tempi di Marrazzo. «Sono contento – dice il sindaco – che nei Comuni della provincia si registrino percentuali molto alte. Ma non è possibile, se non sfiorando il ridicolo, fare paragoni con Roma». Anche se a ben vedere, risulta ridicolo che la differenziata in 4 anni sfiori l'incredibile percentuale del 24/25%. Ma tant'è, perché il sindaco avrebbe preferito che l'obiettivo per il 2014 fosse stato il 65% di differenziata».

Il ministro Clini ha dato comunque la sua benedizione (a basso costo), invitando Regione e Provincia ad approvare rapidamente tutti i progetti che servono «per completare a valle la raccolta differenziata per evitare che si creino colli di bottiglia: in particolare il recupero della frazione organica, la valorizzazione energetica e ampliamento degli impianti di Tmb». Il ministro ha poi affermato che sosterrà l'attività di informazione ed educazione in particolare nelle scuole «perché i giovani, gli studenti siano i nostri più forti alleati. Inoltre abbiamo aperto un dialogo con il Vicariato affinché la sensibilizzazione arrivi anche attraverso le parrocchie». Quello che Clini non è forse riuscito a spiegare è come mai la differenziata in alcuni grandi centri del nord sia faticosamente pervenuta al 50% solo dopo almeno un decennio. Probabilmente tempi e tecnologie sono nel frattempo progrediti. ce lo auguriamo tutti.

Gl