Parte la metro B1, ma i residenti criticano i nuovi tragitti dei bus

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E' stata aperta questa mattina alle 5,30 la nuova linea metro B1, prolungamento della metro B che collega piazza Conca d’Oro a piazza Bologna. L’annuncio, giunto ieri pomeriggio, è stato accompagnato da un comunicato dell’Agenzia per la mobilità, che ha disposto per prossimo il 18 giugno l’entrata in vigore delle modifiche al trasporto pubblico di superficie.

Il piano messo a punto dall’Atac prevede un completo riordino dei percorsi delle linee già esistenti e l’istituzione di sette nuovi percorsi. Il nuovo centro di smistamento sarà l’area di Conca d’Oro, che fungerà da scalo principale non solo della metropolitana ma anche di gran parte degli autobus. Le modifiche più importanti riguardano il 60 express, che terminerà la sua corsa a piazza Venezia e sarà sostituito dalla linea 80 che proseguirà fino a Ostiense. Modifica del percorso anche per l’84, che coprirà la tratta largo Labia-via Panaro, e per il 63 che allungherà il percorso fino a Casal Boccone. Ridotti poi il percorso del 93, che non arriverà più al Verano ma si fermerà a piazza Conca d’Oro, e del 92, che collegherà largo Marliana alla stazione Termini. Tra i percorsi di nuova istituzione, da segnalare la linea 83, che coprirà la tratta Conca d’Oro-Ostiense e la linea 89, che avrà come capolinea via Makallè e piazzale Clodio. Un nuovo collegamento verrà poi allestito tra largo Pugliese e Porta di Roma, grazie al nuovo 435. Un riordino, quello stabilito dall’Atac, che genera però gravi preoccupazioni nei cittadini. A Villa Spada, tiene banco la questione del 235.

«Il percorso – dicono i cittadini – terminerà a piazza Vimercati, mentre prima proseguiva fino a piazza Vescovio. Inoltre, la linea non transiterà più sulla via Salaria in direzione centro, costringendoci ad attraversare il cavalcavia di Villa Spada per aspettare il 135». Nel quartiere Trieste, le preoccupazioni riguardano invece via Panaro. Con 4 linee, 2 fermate e un capolinea, il nuovo piano Tpl potrebbe infatti determinare, oltre alla perdita di posti auto, anche ingorghi di difficile gestione con la riapertura delle scuole.

Vincenzo Nastasi