«Fifoni!» De Palo accusa gli italiani favorevoli al “divorzio breve”

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Anche l'assessore capitolino alla Famiglia e Scuola, Gianluigi De Palo, dopo essere caduto nell'oblio dei Romani, finalmente ha avuto ieri il suo momento di notorietà, almeno sulle agenzie di stampa. Così ha postato sulla sua bacheca Facebook questa frase: "Pur non credendo che l'82% di italiani è favorevole al divorzio breve, se fosse così il nostro futuro è segnato: fifoni!".

Ma cosa vorrebbe significare nell'immaginario del penitente assessore con i sandali, il termine "fifoni" rivolto all'82 per cento degli italiani? In fondo si tratta di dati emersi da un sondaggio Eurispes secondo il quale la stragrande parte degli italiani si dichiara favorevole al divorzio breve, percentuale che sale tra i giovanissimi al 92%, più restii invece gli anziani: tra i 65 anni ed oltre i favorevoli sono il 71,1%. Ce lo spiega immediatamente l'assessore, specificando che lui si riferiva solo al divorzio breve, "che terrà pure conto dei tempi in cui viviamo, ma che non semina futuro". E aggiunge: "Cerchiamo scorciatoie per tutto. Senza renderci conto che si tratta di consumismo sociale. Io ero e sono contrario ad ogni forma di liberismo, anche quello antropologico (sic). Poi, ciascun caso è diverso dall'altro, ma se mi chiedi se sono favorevole al divorzio breve ti dico di no. I miei, che stanno insieme da 38 anni, se ci fosse stato qualche anno fa, oggi avrebbero divorziato".

Oibò, la notizia ci rattrista per i genitori di De Palo che in questi decenni debbono essersi sopportati, almeno a sentire il figlio che comunque ha fatto carriera anche per loro soddisfazione. Ma lui non si arresta e comincia così a filosofeggiare: "Dobbiamo provare la superiorità di una cultura che si basa su una calda razionalità e sulla stabilità, ad una cultura che si basa sull'emotività e la estemporaneità". In genere ci risulta che la razionalità sia logica e fredda o quanto meno lucida, ma se per l'assessore deve essere calda ben venga, basta che di razionalità si tratti. C'è poi da dire che chi divorzia alla lunga o alla breve, nella gran parte dei casi si odiava prima e si odia adesso. Quindi è meglio che ciascuno se ne vada per la sua strada e de corsa. Ma è a questo punto che De Palo supera se stesso e dice: "la mancanza di figli probabilmente costituisce un indizio di assenza della volontà di Dio". Insomma i figli non vengono perché non avete, ad esempio una calda razionalità e vi inabissate, magari, nella emotività e nella estemporaneità, che notoriamente portano sfiga alle coppie o più semplicemente siete nel peccato. Oppure perché il dio biblico crudele e vendicativo dell'antico testamento ha deciso che non dovete avere figli. Le porte delle facoltà di teologia si spalanchino per De Palo.

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