Metro B1 guasta dopo appena 24 ore

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Poco più di 24 ore. Tanto è durata la "festa" per il battesimo della metro B1. Ieri dopo mezzogiorno i treni della nuova tratta si sono fermati. Uno stop di 20 minuti sul quale si è scatenato il sarcasmo delle opposizioni, dopo una inaugurazione in pompa magna, mercoledì, del Sindaco che non si è prodigato nel riconoscere i meriti delle amministrazioni precedenti. Ma questa è la politica che di propaganda e comunicati si nutre.

Scontata e necessaria l'immediata replica di Atac che, a stretto giro di posta, smentiva malfunzionamenti sull’infrastruttura e spiegava che il disservizio è stato causato dall'assenza dell’operatore addetto che aveva ritardato “il normale procedere delle operazioni di scambio sulla linea”. E quasi sottintendendo una sorta di sabotaggio del birbaccione, l'azienda faceva sapere di aver avviato “un’indagine interna per accertare le responsabilità e procedere, eventualmente, per via disciplinare”. La durezza della nota tuttavia non copre il fatto che parte del personale della B, si stia ancora astenendo dallo straordinario nè risolve quella sorta di sciopero bianco in corso da tempo sulla linea. Appena prima della inaugurazione della B1 Atac affermava, ad esempio, che il personale aveva smesso di scartare convogli per ogni minima anomalia indicando in tale comportamento la fonte di disguidi e sofferenze per l'utenza.

Insomma, è inutile nasconderselo: il conflitto in azienda c'è anche se non è detto che i lavoratori abbiano sempre ragione. Mentre qualche ragione potrebbero avercela quando segnalano rischi per il funzionamento delle linee. All'inizio di questo mese circolavano infatti lettere firmate genericamente 'lavoratori di metro'. Anonime sin che si vuole, ma indirizzate al Sindaco, al direttore di Atac e al ministero dei trasporti. L'ultima in nostro possesso risale al 5 giugno e parla proprio della metro B1. La lettera è interessante perché avrebbe individuato la causa dei ritardi e dei continui rinvii dell'inaugurazione in una serie di misure che potrebbero ancora pesare sulla funzionalità della tratta. Si scrive del sistema radio terra-treno che sarebbe eccessivamente rumoroso e renderebbe incomprensibili le comunicazioni. Oppure della cabina Acea di Rebibbia che non avrebbe la potenza per garantire la gestione contemporanea di oltre 14/15 treni nella tratta Rebibbia-Termini-Conca D'Oro, con il rischio che scatti l'interruttore 'extrarapido' togliendo la tensione non solo ai convogli, ma anche alle stazioni, alle scale mobili ecc. E ancora si scrive che nella stazioni di Bologna e Conca D'oro non si accendeva bene il segnale luminoso che consente il transito, mentre alle fermate Libia e Annibaliano non funzionava ancora il 'consenso banchina' senza il quale il macchinista deve forzare il sistema per aprire le porte, mentre per altri difetti di controllo, spiegava la lettera, sarebbe sempre necessaria la presenza fisica degli operatori a Conca D'Oro.

L'anonimato della missiva non ci consente di pubblicarla integralmente anche per la dovizia di dettagli tecnici forniti, ma nella certezza che queste ed altre anomalie siano state superate prima della prestigiosa inaugurazione, resta il fatto che molti lavoratori sono sul piede di guerra. Meglio sarebbe capirne le ragioni giusto per tranquillizzare l'utenza di tutta la linea Blu. Ovviamente senza guastare la festa a nessuno.

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