Rifugiati in difficoltà: a Roma quasi 1500

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E' nella Capitale la situazione «più problematica» per i rifugiati che vivono nei cosiddetti insediamenti spontanei dove vi sono circa 1.200- 1.500 persone in condizioni abitative «abbondantemente al di sotto di ogni standard minimo accettabile in relazione alla salute e alla sicurezza». E' quanto emerge dal rapporto di ricerca "Mediazioni Metropolitane. Studio e sperimentazione di un modello di dialogo e intervento a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in situazione di marginalità".

Dai colloqui effettuati con 520 richiedenti e titolari di protezione internazionale (di cui 303 su Roma) e dopo aver svolto sopralluoghi in 8 insediamenti spontanei a Roma (5), Milano (1) e Firenze (2), è emerso, secondo l'equipe, un «diffuso ed esplicito scetticismo » degli intervistati rispetto alla possibilità di trovare negli enti territoriali deputati una risposta ai loro bisogni. Più in generale, i rifugiati sembrano aver maturato una «profonda mancanza di fiducia» nei confronti di uno Stato che «commette ingiustizie» e non riesce a «garantire ai rifugiati gli stessi diritti che hanno negli altri paesi europei». Secondo la ricerca, i posti disponibili sono, quindi, «vistosamente insufficienti e la capacità di finanziare percorsi individuali e mirati di sostegno all'integrazione è limitata rispetto alla domanda».

Roma rappresenta il luogo di rilascio del permesso di soggiorno per l'8,5% di tutti i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia. Nella Capitale gli insediamenti spontanei rilevati dall'indagine si trovano a Ponte Mammolo (baraccopoli), Romanina/Anagnina (edificio), Collatina (edificio), fino ad aprile del 2012 la stazione Ostiense (tendopoli sgomberata), e il Centro Ararat di Testaccio (edificio autorizzato a uso 'centro culturale').