Delibera Acea, dopo la bagarre per l’approvazione si naviga a vista

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Anche ieri è andata persa un'altra seduta di Assemblea Capitolina senza la possibilità di un confronto sulla delibera 32 e senza la minima idea di come si debba andare avanti per evitare che si riaccendano nuovamente gli animi. Infatti la maggioranza ha voluto l’inizio della votazione sugli emendamenti. D'altra parte spostandosi il termine ultimo di presentazione del bilancio al 30 agosto, è difficile chiedere l’azzeramento degli emendamenti delle opposizioni.

L'idea di Smedile, consigliere dell'Udc, per il futuro è quella di determinare la quantità di ordini del giorno che possono essere presentati affinchè non siano eccessivi e di conseguenza cancellabili e, soprattutto, chi decide su questa quantità. Ma intanto resta il fatto che la maggioranza in aula continua ad avere un atteggiamento fatto di forzature a norme e regolamenti. La questione delle norme e dei regolamenti compete certamente al segretariato generale, ma l’assemblea capitolina dovrebbe anche essere messa in condizione vivere una fase istruttoria seria sulla delibera 32. Invece questo non avviene.

Alemanno dovrebbe sapere che i termini per l’approvazione del bilancio sono stati prorogati a fine agosto eppure vuole andare avanti senza accettare neanche un confronto per trovare un’alternativa alla svendita del 21% di Acea. Anzi in una intervista a Radio Radio dopo la rituale domanda su parentopoli che l'ha fatto andare in bestia, ha temerariamente affermato che Lui farà chiudere la delibera Acea e bilancio entro giugno. Ragione di più per l'opposizione di alimentare dubbi e quesiti. Ad esempio è davvero utile e necessario inserire la multiutility nella holding e perché ci si pensa solo adesso? Perché un socio privato dovrebbe accettare di vedere la propria azienda inserita in un soggetto dove le altre società sono spesso decotte se non alla bancarotta? Se poi il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione slitterà ad agosto, perché Alemanno continua ad aver fretta?

Una fretta singolare se si considera che nel fondo per le dismissioni immobiliari previsto dal Governo Monti ci sono anche quattro immobili di Roma Capitale, il che potrebbe significare altri fondi per la città e quindi la possibilità di trovare un modo alternativo alla svendita di Acea per finanziare gli investimenti.

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