Metro di serie B

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Per Atac la colpa è dei macchinisti che effettuano una sorta di sciopero bianco con improvvise e sospette malattie e blocco dei convogli per ogni minimo difetto. Per i lavoratori e l'opposizione di sinistra si tratta di inettitudine e frettolosità della dirigenza aziendale. Così mentre l'amministratore delegato Carlo Tosti minaccia in una intervista al Corriere della Sera rappresaglie legali contro i dipendenti riottosi, anche ieri, specie nelle prime ore del mattino, il servizio della metro B e B1, è stato gravemente irregolare, con circa la metà delle corse previste non effettuate. Naturalmente «a causa del comportamento di alcuni macchinisti che hanno rifiutato i turni cosiddetti "a straordinario" e hanno scartato alcuni treni per motivi rivelatisi poi insussistenti» come ci spiega un solerte comunicato stampa di Atac.

Il bello è che in una situazione così incandescente, per venerdi prossimo, tanto per rasserenare l'animo dell'utenza, è previsto anche uno sciopero di bus, tram, metropolitane e ferrovie urbane Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civitacastellana- Viterbo, indetto per 24 ore dall’Unione Sindacale di Base (USB), che non sarà un sindacato maggioritario ma di problemi ne ha sempre creati e pure grossi. Evidentemente circola un certo nervosismo fra i vertici aziendali se addirittura la rassegna stampa Atac non riportava sabato la posizione molto critica del circolo Pd Atac pubblicata da Cinque Giorni.

Resta il fatto che a pochi giorni dall’inaugurazione della linea B1 si è ancora nel caos più totale, mentre i passeggeri provenienti dal quadrante nord/orientale della città hanno dovuto fare i conti anche con il nuovo piano di mobilità. Una prima sperimentazione che ha messo a dura prova i circa 600mila cittadini interessati dalla nuova linea di trasporto su ferro, come fa sapere il consigliere del Pd in Campidoglio Giulio Pelonzi. Una vera e propria odissea, denunciata da tanti passeggeri che dalle sette di ieri mattina, per poter raggiungere il proprio posto di lavoro, si sono dovuti barcamenare tra super affollamenti e forti rallentamenti delle corse metro, con tempi di attesa dai venti ai quaranta minuti (vedi art. in pagina)

Un po' preoccupato per l'andazzo che sembra ormai fuori controllo, domenica interveniva l'assessore alla mobilità Antonello Aurigemma il quale reduce dalla pomposa inaugurazione della B1, in sintonia con Tosti, denunciava che l'insostenibile situazione «è frutto della sciagurata condotta di alcuni, i quali, oltre a penalizzare gli utenti, gettano discredito sulle tante persone che ogni giorno lavorano in un settore così delicato come quello del trasporto pubblico». Ovviamente per il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani, la fretta di inaugurare la nuova diramazione B1 sarebbe la causa diretta di tanti disservizi prevedibili. Lo dimostrerebbe il fatto che sulla linea B viene impiegato lo stesso numero di treni poiché la gara per i nuovi convogli si è conclusa all'inizio di quest'anno e i primi mezzi arriveranno solo nella primavera del 2013. Tesi smentita recisamente da Tosti nella sua intervista che definisce addirittura "incredibile" il numero dei 27 convogli sulla linea se non ci fosse il 'sabotaggio' dei macchinisti. Sia come sia l'azienda ed il Campidoglio ne escono piuttosto malconci da tutta questa storia. Claudio Di Berardino, pur nel perdurante silenzio dei sindacati di categoria, ci ha dichiarato ieri che urge un tavolo di confronto, proprio per evitare l'eventuale precettazione prefettizia dei "ribelli".

G.L.