Equitalia nel mirino, tra limiti e risorse

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“Tra limiti e contraddizioni del sistema di riscossione tributi” è il titolo del Convegno che si è tenuto presso la sede della CGIL di piazza Vittorio per affrontare il tema caldo degli attentati a Equitalia. Ad avviare il dibattito Marina Pierlorenzi, Segretaria Generale CGIL Roma Centro: «Negli ultimi tempi ci siamo preoccupati come sindacato per i lavoratori delle sedi Equitalia, che hanno dovuto lavorare tra incendi e pacchi bomba». Ma al di là dell'esasperazione, ha aggiunto «prendersela con chi lavora non è la soluzione. Semmai è il caso di rivedere il sistema di riscossione dei tributi che è così vessatorio, specie nei casi di particolare difficoltà economica di alcune fasce di cittadini».

Per Maurizio «quando poi Beppe Grillo dice che la colpa grande di Equitalia è quella di non finanziare aziende in crisi è ignorante perchè non è quella la sua funzione, che è riscuotere per conto dello Stato. La preoccupazione della CGIL è che si stia tentando di tornare al vecchio sistema di esattori che in Sicilia si prendevano il 10% degli incassi. Come diciamo da tempo va fatta distinzione tra chi è in difficoltà e chi è evasore incallito e non si deve pignorare una casa per somme di 8000 euro altrimenti Equitalia diventa il mostro». Anche da queste accuse si difende il Direttore della società Equitalia Cocco per il quale con la stretta finanziaria e il recupero dei tributi l'Italia ha evitato di fare la fine della Grecia.

Una proposta per risolvere il problema viene da Antonio Rosati Assessore al Bilancio della Provincia di Roma: «Equitalia è uno strumento per una politica delle risorse fiscali in un contesto di crisi durissima e di pressione fiscale, 2 punti sopra alla media europea. Le famiglie e le imprese stanno assorbendo la vicenda IMU con difficoltà». Allora bisogna semplificare evitando la brutta storia delle cartelle pazze e delle mostruose file agli sportelli che si potrebbero evitare cambiando la normativa in modo che il ricorso possa avvenire in maniera telematica o tramite i CAF. «Negli altri Paesi – aggiunge Rosati- le agenzie di riscossione sono SRL o no profit con la missione di recuperare risorse fiscali e ricorrono alla forza solo in casi rari. Il Governo invece vuole affidare ai Comuni la libertà di recupero e l'ANCI consentire ai comuni di costituire proprie società che è ipotesi sciagurata».

Silvio Talarico