Metro B1, senza nuovi treni nessuna puntualità

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Quaranta minuti di attesa per poter prendere un treno della nuova metro B1: la malagestione del sistema della mobilità collettiva da parte dell’Amministrazione Alemanno si può spiegare con il flop della linea B.

In particolare, la metro blu conta un parco mezzi di 27 treni – che garantirebbero una frequenza di 4-5 minuti sulla linea B e di 8-10 minuti sulla tratta B1 se fossero in servizio tutti insieme – ma in realtà i convogli che vengono impiegati contemporaneamente ogni giorno sono di meno perché mediamente 4 o 5 treni sono in manutenzione per guasti di varia natura (a parte 8-9 treni Caf, gli altri convogli sono molto vecchi). Di conseguenza, sulla linea B viaggiano circa 22 convogli con un conseguente dilatamento dei passaggi intorno ai 15-20 minuti sulla linea B e fino a 40 minuti sulla B1.

Oltre alla carenza di materiale rotabile, senza il quale non è possibile garantire la piena funzionalità della metro i disagi attuali sono dovuti anche ai nuovi sistemi di regolazione del traffico e ad una cattiva organizzazione del servizio. L’introduzione del nuovo telecomando del traffico richiede molto tempo per completare la fase di controlli e collaudi, ma l’Amministrazione comunale ha voluto forzare i tempi di apertura della diramazione B1: una fretta ingiustificata che finisce per compromettere ripetutamente la qualità del servizio di linea. Il precedente impianto di supervisione del traffico era stato realizzato dalla Alstom, che dopo molti mesi di verifiche, lo aveva attivato nel 2009 sulla linea B, prevedendo anche la possibilità di gestire la nuova tratta B1, per una spesa di oltre 5 milioni di euro.

Oggi, invece, l’Ansaldo è diventata monopolista dei sistemi di regolazione e supervisione del traffico sull’intera linea B e il sistema delle reti metropolitane di Roma finisce per esserne subalterno con il rischio di pesanti ripercussioni per il servizio di linea. Per non contare poi dell’investimento già fatto di oltre 5 milioni di euro, che è stato dismesso dopo solo 2 anni di funzionamento senza essere stato utilizzato appieno. Anche l’organizzazione del servizio presenta molta confusione e approssimazione, con conseguenti disagi per cittadini e lavoratori. Tutte queste difficoltà, però, erano ampiamente annunciate e prevedibili sia dal Campidoglio che dall’azienda di trasporto, ma il sindaco Alemanno ha voluto ugualmente aprire la metro B1 con il risultato di ridurre la quantità e la qualità del servizio, bloccando intere zone della città.

Massimiliano Valeriani
consigliere comunale del PD