Acea, sub-emendamenti a quota 30mila

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In un clima da "Corrida – dilettanti allo sbaraglio" la vicenda della delibera 32 sulla cessione delle quote comunali di Acea registra un altro episodio clamoroso. Ieri, per un errore materiale nelle procedure, hanno toccato quota 30mila i sub-emendamenti presentati dall'opposizione al maxi-emendamento redatto dalla maggioranza sulla delibera in discussione.

Oltre ai 25 mila esistenti, se ne aggiungono quindi altri 5mila: tutti legati alla delibera sulla creazione della holding capitolina e la relativa cessione del 21 per cento delle quote comunali di Acea. Come è potuto accadere tutto ciò? Una nuova "finestra temporale" si è aperta, secondo il presidente della commissione bilancio Federico Guidi (Pdl) per "un mero errore materiale" nella trasmissione all'aula del nuovo maxi-emendamento licenziato mercoledì scorso dalla stessa commissione e che ha consentito alla minoranza di "aggiungere"m recuperandoli, altri 5mila subemendamenti che in quella sede non erano stati ammessi. Una situazione dettata da dinamiche dilettantesche e paradossali che ancora una volta costringono a registrare il clima in cui si è costretti a vivere nelle aule del Campidoglio, anche attorno a battaglie che sono fortemente sentite da chi è nella maggioranza.

Per capire meglio cosa è successo diciamo che mercoledì scorso la minoranza si era presentata in commissione con circa 20mila sub-emendamenti al maxi-emendamento della maggioranza. In quella sede però, la stessa maggioranza presentò un nuovo provvedimento e di quei 20mila subemendamenti se ne "salvarono" 5mila. Al nuovo maxi-emendamento l'opposizione aveva presentato ulteriori 20mila subemendamenti (e fanno 25mila). Poiché all'aula, per l' "errore materiale" di cui ha parlato Guidi, è stato presentato il vecchio maxi-emendamento, l'opposizione ha avuto la possibilità temporale di "recuperare" ulteriori 5mila sub-emendamenti che erano stati "persi" nella tranche dei 20mila presentati per il vecchio maxiemendamento. Totale, 30mila sub emendamenti che è difficile immaginare, ormai, quando e come potranno essere discussi…

La versione sarebbe stata confermata dal segretario della I commissione consiliare Bilancio in una comunicazione al presidente dell'assemblea capitolina e al segretario generale dell'aula: «per mero errore materiale, dovuto alle fasi concitate in cui si è svolta la commissione bilancio del 27 giugno 2012, è stato consegnato in detta giornata al segretario generale il testo dell'emendamento a firma dell'onorevole Federico Guidi precedentemente depositato in commissione e non quello definitivo effettivamente discusso ed approvato dalla commissione» in quella seduta. Questa la situazione, mentre dopo la sospensione di ieri pomeriggio, la seduta è stata rinviata a mercoledì mattina. Intanto sul fronte degli incarichi, è stata ufficializzata la notizia, anticipata da "Cinque Giorni" lo scorso 21 giugno in un articolo sui "movimenti in Acea", che Giovanni Barberis, Direttore Amministrazione Finanza e Controllo e Dirigente Preposto ai Documenti Contabili Societari di ACEA S.p.A., ha presentato le dimissioni che lo porteranno a lasciare la utility romana partire dal 3 settembre prossimo.

Nel commentare la notizia il capogruppo Pd in Comune Umberto Marroni ha evidenziato come «la decisione di questi giorni di lasciare l'azienda da parte di due manager di comprovata professionalità come Donnaruma e Barberis dimostra come la gestione Alemanno stia danneggiando ACEA S.p.A. e come in particolare la scelta di continuare ostinatamente una crociata solitaria per svendere la prima azienda pubblica di Roma stia creando incertezza per il futuro del primo player italiano dell'acqua. A tutto ciò si unisce poi un management inadeguato che, constata la latitanza del socio Roma capitale per responsabilità del primo cittadino, non ha saputo in questi anni mettere in campo una seria politica industriale».