Gianni vuole un movimento “tutto suo”

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Alemanno perde donna Assunta, ma guadagna Miccichè. Così titolava qualche quotidiano alcune settimane fa dopo le dichiarazioni di Donna Assunta Almirante che rendeva noto il suo appoggio a Nicola Zingaretti alle prossime elezioni comunali, e a seguito delle quali rispondeva il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè. «In ogni caso Alemanno può stare sereno – faceva sapere sul suo blog- perché ha già guadagnato l’adesione convinta di Grande Sud e spero i voti di tutti gli uomini del Sud, un partito che già nel Lazio nelle ultime amministrative ha avuto risultati molto importanti e rilevanti. Da oggi cominciamo a lavorare sulla lista di Grande Sud, che forse si chiamerà Grande Roma».

Insomma un endorsement meridionalista in piena regola che peraltro conferma lo sconfortante scivolamento della capitale verso sponde più meridionali che europee. Per quanto Miccichè si dia un gran da fare, le sue percentuali non confortano anche se migliaia di meridionali, non si capisce perché, dovrebbero stringersi attorno al sindaco di Roma anche se a Roma non votano. E allora chissenefrega, avrebbe dovuto rispondere Gianni di fronte a cotale inutile offerta, se non fosse che l'endorsement meridionalista calza a pennello con il disegno politico che Gianni ha in mente e non da oggi. Non a caso il sindaco si è appartato l'altra sera in una riservatissima cena con Adolfo Urso, che da da tempo corteggia, Ronchi e qualche altro. La cena è avvenuta dopo che in Campidoglio erano stati convocati sondaggisti di chiara fama che potrebbero aver descritto un futuro elettorale piuttosto scarno, a dir poco, per il sindaco e i suoi. Ragione di più per imbastire una manovra che potrebbe portare alla costituzione di un nuovo soggetto politico, tipo il Grande Sud: Grande Roma? Grande Gianni? Boh.

Insomma una formazione fiancheggiatrice del Pdl non tanto per assicurare un recupero di voti alle comunali, quanto per assicurare a Gianni una poltrona in Parlamento. Questo il senso del disegno e della rete nella quale Alemanno vorrebbe invischiare anche una (ad oggi) riluttante Renata Polverini, fallita l'ipotesi che i due potessero mai mettersi a capo di una destra ex aennina rigenerata. Più facile mettere insieme brandelli di ex An ed ex Pdl in odore di trombata e qualche altra cosetta sfiziosa tanto per condire il polpettone. Se questa è la mossa, possiamo arguire che Alfano e forse Berlusconi abbiano manifestato una certa diffidenza nei confronti di un sindaco ondivago che qualche volta ha voluto distinguersi a tutti i costi dal Cavaliere, già declinante, il quale non deve aver scordato le carinerie maramaldesche del sindaco di Roma ad esempio nei confronti della Minetti. E si sa, Berlusconi ci mette i soldi, la faccia, il suo personale 15% dei voti e proprio per questo non perdona.

Si dice che Gianni deve aver avuto ben poche rassicurazioni sul suo futuro da via dell'Umiltà e in particolate da Alfano. In mancanza di un adeguato sostegno alle sue future ambizioni nazionali avrebbe optato allora per un giocattolo tutto suo che gli metterebbe il posteriore al coperto, indifferente alla sorte dei suoi seguaci che hanno ancora solo pochi mesi per passare all'incasso (politico). Sempre che sbroglino la matassa dei 30.000 emendamenti alla delibera Acea presentati dall'opposizione e si arrivi alla approvazione del sospirato bilancio, almeno entro fine di agosto, senza altre parentopoline o avvisi di garanzia. E poi Gianni si è davvero stancato di fare da pungiball per tutte le cazzate dei suoi sempre rissosi fra loro, quindi se la sbrighino da soli se vogliono continuare a galleggiare politicamente, tanto più che con l'aria che tira trippa in giro ce n'è davvero pochina per soddisfare tutti gli appetiti.

Giuliano Longo