Rifiuti, Tmb a Paliano l’allarme di Carella

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Nell’ultimo vertice tra il Prefetto Goffredo Sottile e gli Enti locali sul problema rifiuti il ha dato la sua autorizzazione alla costruzione dell’impianto di trattamento biologico, Tmb, a Paliano. Inoltre dai quotidiani si apprende che la presidente Renata Polverini nei prossimi giorni emanerà una delibera con la quale darà mandato a Ama e Acea di costruire l’impianto nella Valle del Sacco. Tanto basta a suscitare la reazione dell’on. Renzo Carella del Pd che della situazione ambientale della valle del Sacco conosce vita, morte e miracoli.

«E’ semplicemente vergognoso!» ci dice «ma questo svela anche e irrimediabilmente le trappole e le bugie del Sindaco di Paliano, la politica strumentale della Regione Lazio che nella redifinizione degli Ato ha introdotto sia Paliano che Anagni (ecco finalmente svelato il motivo!) e la concezione assolutamente discriminatoria che la Polverini ha dei territori». Se la valle Galeria è ormai in una situazione oltre i limiti della rottura ambientale, anche la Valle del Sacco ed in particolare Colleferro hanno già dato in termini di inquinamento e ne pagherà le conseguenze per tempi ancora molto lunghi. Carella ci ricorda che «c’è stato di tutto e c’è di tutto in questi territori stressati da danni ambientali pesantissimi: il lindano, i temovalorizzatori, la discarica di Colle Fagiolara, l’inquinamento industriale di Collefero e Anagni». Ci mancava solo, prosegue Carella «un impianto di Tbm a Paliano per ricevere 1.000 tonnellate di rifiuti da Roma». Un modo troppo facile, a suo avviso, per risolvere sulla pelle dei cittadini della Valle in parte il nodo pauroso dei rifiuti della Capitale. Ma soprattutto «si cerca di evitare le pesanti sanzioni per la procedura di infrazione aperta un anno fa dalla Commissione Europea a causa di Malagrotta».

Una scelta scellerata per Carella e non troverà riscontro neanche sul piano economico «perché la distanza è di 80 km (e non 65 come affermato) e porterà un aggravio delle spese di trasporto!» Quindi prosegue «non possiamo permetterlo, non possiamo mettere quest’altra croce su un territorio così compromesso, non si può e non si deve aggiungere danno a danno. Quindi non ci sarà una semplice opposizione a questo disegno, ma «una vera e propria rivolta, i cittadini esasperati e già gravemente danneggiati non accettano questa decisione arrogante! L’unica politica accettabile è quella del risanamento ambientale!» Una partita che nella Valle del sacco si inizia solo ora, ma in tempi stretti, anzi strettissimi, ma che deve indurre le istituzioni ad assumersi le proprie responsabilità.

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