Dopo Acea tutti a votare il bilancio

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Continuano, per ora stancamente in aula Giulio Cesare , le sedute per approvare la delibera per la privatizzazione del 21% delle quote Acea. Ma ormai la discussione sfugge alla comprensione anche di una mente ancora non ancora ottenebrata dall'afa. Infatti fra emendamenti, sub-emendamenti, emendamenti dei sub emendamenti ecc pare si faccia di tutto per rendere la cittadinanza sempre più indifferente alla vicenda, quasi volutamente, stancandola con battaglie procedurali e meccanismi regolamentari che non interessano proprio a nessuno eccetto forse qualche consigliere particolarmente attivo e partecipe.

Ieri ad esempio, nonostante la seconda convocazione che richiede una maggioranza più ristretta per approvare qualsivoglia provvedimento, la maggioranza non era presente in aula per poter svolgere il consiglio, che oggi in seconda convocazione potrebbe passare con soli 20 consiglieri. Ovviamente dalla opposizione si parla di un espediente oramai abituale per Alemanno che non riuscirebbe a ricompattare i suoi nemmeno su una delibera sulla quale gioca interessi corposi della grande imprenditoria e la sua stessa credibilità.

Naturalmente c'è anche chi denuncia una situazione del tutto anomala che fa spendere tempo e denaro all'istituzione per sopperire alla mancanza della maggioranza, usando in modo strumentale la seconda convocazione. Ma che Alemanno abbia ricompattato i suoi lo dimostra la retromarcia del gabbiano Rampelli, potentissimo nel Pdl e spesso critico nei confronti del sindaco che aveva presentato una sua proposta per la vendita esclusiva, inizialmente solo dell'11% delle quote, alla Cassa depositi e Prestiti. Ebbene gli emendamenti come il logo del gabbiano, simbolo dei rampelliani, sono volati via, probabilmente sul mare più tranquillo ed agevole di concessioni e contropartite del sindaco. Che la delibera passi ormai è certo, meno certo che a questo punto passi la holding delle società capitoline in house.

Certo è invece che tutti, opposizione inclusa, hanno interesse ad avviare e chiudere la discussione per l'approvazione del bilancio, l'ultimo di questa sindacatura, che direttamente o indirettamente riserverà soddisfazioni a tutti i consiglieri. Molti paiono scrutare ansiosamente la sfera di cristallo ma sanno che non varcheranno più gli accessi agli austeri palazzi capitolini. Alemanno invece sta predisponendo tutte le batterie per lo scontro dei prossimi otto o nove mesi che restano al voto per le comunali o forse addirittura per il voto della città metropolitana. Una occasione unica per governare un'area di oltre quattro milioni di abitanti, quasi quanto l'Austria. Inizia così il fund raising di Alemanno affidato ai fedelissimi della sua fondazione. Fervono gli incontri dei comunicatori, si inventano liste d'ogni sorta possibilmente a forte connotazione cattolica. Ma i 200 milioni di Acea che la Borsa negativa va man mano erodendo, serviranno a Gianni per fare qualcosa, almeno solo qualcosa, di quanto non è riuscito a fare in quattro anni. Quindi la delibera passerà e senza tante storie dei suoi.

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