Treni, esasperazione al Labaro

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Non sono complimenti, quelli che escono dalla bocca di chi sta in attesa a Labaro, del treno per il Flaminio, sulla tratta della ferrovia Roma-Viterbo, la Cenerentola delle linee su ferro romane.

La banchina in direzione Roma si è ormai riempita e lo scirocco taglia il respiro, con quei 35 gradi all’ombra. La gente, spazientita, guarda nervosamente l’orologio o telefona per capire il perché dell’enorme ritardo. Qualcuno si collega a Internet e sul sito Atac è ancora in vigore l’orario vecchio del 2011. «Aspetto da quasi un’ora – dice un’accaldata signora in tailleur beige, ormai incollato addosso. Sono passati 4 treni, ma nessuno indietro. Ci vengano Alemanno e i suoi assessori a viaggiare con noi, così almeno capiranno».

Non è uno dei quotidiani ritardi a cui ci ha abituato questa linea. Si pensa pure a un incidente, ma la contestazione al Tpl romano serpeggia tra i viaggiatori nei vagoni arroventati. «Questi continui disservizi non trovano giustificazione nemmeno nei tagli del governo», dice al vicino un distinto signore. Sono le scelte sbagliate dell’Amministrazione di Alemanno, contestate a mezza bocca da molti esponenti all’interno del Pdl romano: «Una situazione ben nota al capo gruppo in consiglio comunale Luca Gramazio, che sta creando non pochi problemi di rapporti interni, in vista delle prossime elezioni», precisa un giovane dipendente Atac, in politica col centrodestra.

Di «grande confusione e progetto del Tpl completamente sbagliato a cominciare dalla B1, ma sostenuto per propaganda da sindaco e assessore», parla invece una figura apicale dell’Agenzia Roma Mobilità che vuole mantenere l’anonimato, interpellata per telefono da Cinque Giorni. Qui apprendiamo che venerdì scorso, con un fonogramma, i lavoratori sono stati avvisati dell’orario modificato che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 15 luglio, ma di cui ieri mattina nessuno ne sapeva nulla, senza un avviso nelle stazioni. Solo nella giornata di ieri, dopo le proteste della gente, ne è stata data notizia sul sito dell’Agenzia per la Mobilità. Tutto per i nuovi lavori fino al 2 settembre, nella nuova stazione di Prima Porta. Iniziati circa due anni fa, finanziati dalla Regione ma gestiti da Atac, già nel 2011 crearono non pochi disagi durante l’estate. Tutto per sollevare i binari di oltre 50 cm per portare a livello il treno. In molti intuirono subito che qualcosa non andasse, ma le risposte furono evasive. Poi un tecnico, su una tv locale, parlò di cambio di progetto in corso d’opera e di vari errori in fase di realizzazione.

«Questi comportamenti irresponsabili dei nostri amministratori portano la gente esasperata a sfogarsi contro di noi», fa un dipendente appena sceso al Flaminio. In sostanza, precisano i lavoratori Atac della Roma-Viterbo, salteranno in tutto 35 corse giornaliere in andata e ritorno (70), su una tratta già penalizzata. «Quello di oggi è l’epilogo all’ordinario pressapochismo che ormai identifica questa amministrazione capitolina e le società partecipate, a partire da Atac – dicono dall’associazione dei pedoni – l’ennesimo episodio di trascuratezza e mancanza di rispetto verso chi usa i mezzi pubblici per muoversi a Roma».

Maurizio Ceccaioni