Piccolo interrogato dal gip: «facevo solo politica, non so chi pagasse la mia campagna elettorale»

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«Non so assolutamente chi abbia finanziato la mia campagna elettorale. Non so da dove arrivino quei soldi, io mi limitavo a fare attività politica». Così l'ex vicepresidente del consiglio comunale capitolino Samuele Piccolo nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti gip Filippo Steidl che ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta su una presunta frode fiscale e finanziamento illecito ai partiti.

A quanto si è appreso, il politico ha inoltre respinto l'accusa di far parte di un'organizzazione criminale e di aver frodato l'erario, sostenendo che il fratello Massimiliano (finito in carcere nell'ambito di questa stessa inchiesta) attraverso le cooperative da lui create, gli passava un compenso di cinquemila euro al mese.

Interrogatorio di garanzia, questa mattina, anche per il padre Raffaele: anch'egli, a quanto appreso, avrebbe affermato che la responsabilità dell’attività illecita sarebbe da ricondurre a Massimiliano. Quest'ultimo ieri, interrogato dallo stesso gip, si era assunto tutte le responsabilità dell'accaduto. Davanti al gip sono comparsi anche altri due indagati ai domiciliari, Franco Cannone e Rosario Meglio, per i quali la Procura ha fatto ricorso contro la decisione del gip di non disporre la custodia in carcere.