La scommessa di Alemanno

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Il sindaco Alemanno insiste sulle primarie a Roma e prepara l'offensiva contro Zingaretti. La piazza gremita di San Cosimato lunedì sera non gli è andata proprio giù, anche se l'annuncio della discesa in campo per le comunali il presidente della provincia di Roma l'aveva già dato la settimana precedente alla Casina Valadier, presenti circa 200 'intimi'. Ma mentre il gruppo consiliare del Pdl sino a qualche tempo fa silente oggi si va scatenando in retroguardia sugli sprechi della Provincia improvvisamente emersi nel corso dell'ultimo mese, Gianni prepara le batterie pesanti di prima linea.

Chissenefrega se i lavori dell'Aula Giulio Cesare rimangono bloccati in attesa della decisione del Consiglio di Stato sulla delibera Acea bocciata qualche giorno fa. Chissenefrega se ancora non si capisce quando verrà approvato il bilancio. Il sindaco ha ben altro da fare, anzi deve incontrare Berlusconi non si capisce se per mettergli i piedi nel piatto o piatire una via di uscita.

Si, perché il sindaco di Roma deve agire su due fronti. Di quello capitolino abbiamo detto, mentre il secondo riguarda la sua collocazione nei riassetti del Pdl, almeno sino a quando continuerà a chiamarsi così. La faccenda non è di poco conto perché riguarda il suo futuro politico in caso di sconfitta nel 2013. Così il lancio della sua lista 'Rete Attiva' il 24 prossimo, rappresenta il tentativo di disporre di una propria aggregazione autonoma, di una roba tutta sua, che in qualche modo prenda il posto di un partito che non c'è. Le spoglie di quel che ne resta oggi contese dalla diaspora di gruppi e correnti nella destra: augelliani, ex Forza Italia, aurigemmiani, rampelliani, mentre i gruppi dell'estrema destra vanno per conto loro e Storace gli fa la guerra.

Finiti i tempi della sua Fondazione Nuova italia, che comunque rimane la cassa; sfinita la sua corrente a livello nazionale ridotta a pochi parlamentari quali la fedelissima Salmartini, Biava, Landolfi e forse Mantovano. Gianni ha bisogno di emergere a tutti i costi e per questo si inventa le primarie per una investitura dal basso che gli ri-conferisca la dignità di leader, almeno a Roma. Quindi mette in moto un giocattolo locale tutto suo perché a breve potrebbe assistere alla scomparsa del Pdl sostituito magari da 'Forza Mamma', sigla del nuovo formaggino coniata da Berlusconi.

Gianni ha capito che allo stato attuale c'è poca trippa per Alemanno a livello nazionale quindi, con la scusa della partecipazione popolare si appresta a giocare la carta delle primarie addirittura a gennaio, forse subito dopo la Befana, ma a pochi mesi dalle elezioni. Intanto affida al non sempre fido Augello il compito di organizzargli una bella manifestazione a piazza del Popolo che comunque è sempre più grande di San Cosimato. Insomma un gran cuocere e ricucire di intenzioni e strategie fra gli ex aennini le cui fila sono saldamente nelle mani dei La Russa, dei Gasparri e della stessa ombra di Rampelli, l'ex ministrina Giorgia Meloni che per ora si agita un sacco. Il tutto comunque e sempre in rotta di collisione con Berlusconi che già da tempo non ama il sindaco di Roma, che si era messo in mente di rottamarlo anzitempo, levando addirittura parole di sdegno contro la Minetti nel corso della convention alemanniana al palazzo dei congressi.

Ma se anche questa volta il cavaliere se la cava convincendo tutti che senza di lui, dei suoi soldi e delle sue televisione nani, ballerine e peones non vanno da nessuna parte, Gianni rischia di restare incastrato dalla sua eventuale sconfitta senza vie di fuga, nemmeno parlamentari. La grande occasione di rendersi autonomo da Arcore l'aveva avuta con il Fini di Mirabello, ma ha preferito abbandonare il suo mentore, magari convinto allora che Lui, Gianni, sarebbe stato il prossimo delfino di Berlusconi e questo sogno agli intimi lo aveva pure confidato.

gl