Spunta un buco di bilancio da 150 milioni

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Un buco di bilancio tra i 120 e i 150 milioni è qualcosa di abbastanza considerevole per gridare all’allarme. E’ quanto ha scoperto, nei giorni in cui si dovrebbe avviare la discussione sul bilancio, l’assessore al Bilancio Lamanda rileggendo il documento di previsione (approvato appena quattro mesi fa dalla giunta) alla luce del fabbisogno effettivo.

La notizia avrà gettato nel panico qualcuno ai piani alti del Campidoglio, mentre molti altri, specie tra i banchi dell’opposizione, sono rimasti nello sconcerto e nell’incredulità più assoluta. La giornata di ieri è stata dunque un continuo susseguirsi di richieste di chiarimento, delucidazioni e smentite (che in effetti non sono arrivate), su una notizia che ha come via di uscita solo strade molto impegnative, specie in questo momento di crisi: un ulteriore aumento delle imposte comunali (Imu e Irpef in primis), o un altro taglio dei servizi. Per il consigliere Pd Dario Nanni «il bilancio del Campidoglio è diventato una chimera: le uniche cose certe sono un buco di 150 milioni di euro e la volontà di Alemanno di vendere il 21% di Acea. Incapacità e scandali prodotti dal centrodestra capitolino stanno svuotando le tasche dei romani. Si prospettano altri aumenti delle tariffe e delle aliquote sulla prima casa. Il bilancio mai nato di Alemanno genera danni. Chissà se oltre alla Sicilia le preoccupazioni economiche di Monti non debbano riguardare anche la Capitale. Il Sindaco e l’assessore Lamanda riferiscano in aula come sono potuti svanire i 150 milioni».

Un serio monito, in vista della discussione del bilancio è arrivato dal capogruppo Umberto Marroni: «Siamo ormai alla seconda metà di luglio e solo oggi giovedì 18 luglio, è incominciata la discussione sulla manovra economica del 2012, con un primo cittadino, probabilmente, intenzionato ad interromperla in modo irresponsabile per proseguire la sua crociata solitaria su Acea. Il bilancio 2012 si preannuncia come una manovra inaccettabile fatta solo di nuovi aumenti di tasse, tariffe, tagli ai servizi e sprechi rispetto ai quali come Pd, insieme alle altre forze di opposizione, avevamo proposto tagli netti e messo in campo una serie di proposte alternative utili ad evitare la svendita di Acea che porterebbe nelle casse comunali meno di 150 milioni di euro e a rimettere in moto lo sviluppo e l’economia romana recuperando risorse per evitare i tagli dei servizi alla cittadinanza. Proposte rimaste inascoltate da un sindaco e da un assessore al bilancio che non avendo a cuore il presente ed il futuro di Roma, continuano con la politica del muro contro muro».

Dal Campidoglio si alza solo la flebile voce del presidente della commissione Bilancio di Roma Capitale, Federico Guidi, che senza fornire alcuna cifra, ha spiegato: «Non ci sarà nessuna nuova tassa ai romani perché non c'é nessun buco». Sarà, ma una parola del sindaco sul tema sarebbe gradita.

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