Nuova sede della Provincia «operazione lungimirante»

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Sull’acquisto della nuova sede della Provincia di Roma si è appuntata particolarmente l’attenzione dei quotidiani di CaltagironeIl Messaggero” ed il free press “Leggo” ai quali corrispondeva la denuncia di sprechi della provincia da parte di esponenti dell’opposizione a Palazzo Valentini. Sulla vicenda mercoledì era intervenuto anche l’assessore provinciale al bilancio Antonio Rosati.

Ieri invece tutti i gruppi che sostengono il presidente Nicola Zingaretti sono intervenuti per raffermare la verità e la validità dell’operazione che trasferisce gli uffici della Provincia al grattacielo dell’Eur. Una scelta che secondo la nota pervenuta in serata, è stata condivisa da tutte le forze di maggioranza della Provincia. La nota è stata sottoscritta da tutti i capigruppo: Emiliano Minnucci (Pd), Gino De Paolis (Sel), Danilo Amelina (Idv), Erminio Latini (Lista Zingaretti), Massimo Caprari (Api), Sergio Urilli (Verdi). «In primo luogo – secondo i capigruppo – i fatti e i numeri dicono che non è vero, come è stato ripetutamente scritto, che la Provincia scompare. I 3000 dipendenti rimangono ed è istituita la Città Metropolitana di Roma Capitale che, come previsto dal decreto legge 95 del 2012, assorbirà il personale e le sedi dell’ente, con competenze accresciute rispetto alle attuali», quindi anche per queste ragioni non si avrebbe uno spreco di risorse. Inoltre con l’accorpamento delle attuali 12 sedi in una, si risparmieranno circa 5 milioni di euro l’anno che saranno totalmente reinvestiti nella manutenzione di strade e scuole pubbliche. Inoltre, con la razionalizzazione delle sedi, migliorerà l’efficienza dei servizi al cittadino, la qualità dell’organizzazione del lavoro e si produrrà meno inquinamento riducendo gli spostamenti nella città.

«La verità – scrivono gli esponenti di tutti i partiti di maggioranza a Palazzo Valentini – è che la Provincia di Roma è uno dei pochissimi enti italiani che in questi anni ha ridotto il debito pubblico: 300 milioni di euro in meno in 4 anni. Proprio seguendo questa filosofia, l’acquisizione della nuova sede non produrrà alcuna spesa aggiuntiva». Inoltre la scelta della nuova sede è avvenuta nel 2005 e nel 2010 l'amministrazione ha scelto di procedere all’acquisto, arricchendo la dotazione patrimoniale dell’ente, anziché pagare un affitto che avrebbe gravato sul bilancio della Provincia con spese e costi a perdere insostenibili, viste anche le rigide regole del Patto di Stabilità. Con il risultato che l’operazione avverrà senza incidere in alcun modo sul bilancio. Infatti, attraverso l’alienazione del patrimonio in essere attraverso un fondo immobiliare al 100% pubblico, sarà possibile generare addirittura una plusvalenza. «Altro che sprechi – proseguono – grazie all’amministrazione Zingaretti, la Provincia di Roma rappresenta un modello di buona gestione e di innovazione di cui tutti dovrebbero essere orgogliosi.

Si difende quindi quindi un’esperienza politica che in questi anni ha avuto come punto di forza la trasparenza, la green economy, i beni comuni, lo sviluppo sostenibile, l’innovazione. I capigruppo osservano poi che le critiche sulla nuova sede si sono ‘stranamente’ accentuate dopo l’annuncio di Zingaretti di candidarsi per le elezioni del Campidoglio del 2013. Ancora più espliciti i consiglieri di Sel Peciola e Torricelli che in un precedente comunicato avevano parlato di alcuni imprenditori romani, che starebbero utilizzando il solito meccanismo di attacco sugli organi di stampa «per condizionare le scelte delle pubbliche amministrazioni». Tanto più che il presidente della Provincia ha affermato in maniera inequivocabile «il proprio dissenso alla vendita di un’ulteriore quota del pacchetto azionario di Acea, dove sono presenti interessi privati forti abituati a dettare la linea alla politica. I poteri forti, evidentemente, fanno fatica ad accettare che la politica recuperi la propria autonomia rispetto alle scelte di fondo che attengono al modello di sviluppo della città».