Casa dei teatri stretta dalla burocrazia

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E’ stata resa pubblica la delibera che affida a Zetema la gestione della Casa dei Teatri. La delibera sancisce “l’affidamento della gestione del sistema teatrale denominato Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea alla Società Zètema Progetto Cultura S.r.l., comprese le relative dotazioni in uso dei beni ed eventuali contratti attualmente in corso.

Tale affidamento – si legge nella delibera – si attua in applicazione del Contratto di affidamento di servizi vigente approvato con deliberazione di Giunta Capitolina n. 440/2011 e successive integrazioni e, avente a oggetto lo svolgimento, da parte della società suddetta, di servizi nel campo culturale per conto dell’Amministrazione Capitolina tra cui la gestione diretta di spazi culturali. Zetema – continua il testo – gestirà il suddetto circuito ‘Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea’ sviluppando un progetto di gestione economica per la costituzione e il mantenimento del sistema”. Inoltre, “Zètema dovrà reperire risorse economiche mediante accordi bilaterali con gli altri soggetti facenti parte del Comitato, i quali dovranno mettere a disposizione e beneficio dei costi di gestione della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea proprie risorse economiche e/o proprio know how e/o servizi, oltre a ulteriori sponsorizzazioni economiche e/o tecniche e ulteriori finanziamenti pubblici e privati”.

L’amministrazione di Roma Capitale gestirà la Casa dei teatri attraverso un comitato di indirizzo e un direttore generale. La gestione degli altri teatri sarà affidata a un bando. “I partecipanti al bando – specifica la delibera – dovranno presentare una proposta di programmazione relativa alle attività su quattro giorni a settimana mentre rimarrà a cura del Direttore del Sistema e del Comitato di Indirizzo la programmazione delle attività nei restanti due giorni, per i quali spetterà al Comitato stesso stabilire anche la circuitazione. Per questi ultimi due giorni i vincitori del bando potranno comunque presentare proposte al Comitato e al Direttore del Sistema”.

Per il il presidente del X Municipio, Sandro Medici, il destino dei teatri romani è ormai nelle mani di burocrati, notabili, passacarte e perfino qualche politico «è questo l'avvilente senso della proposta dell'assessore alla cultura Dino Gasperini, annunciata da mesi e oggi resa pubblica addirittura peggiorata ». Medici parla poi di nomine «clientelari e polverose» e chiede se s'intende rilanciare il teatro romano «con improvvisatori e ignari», mentre si moltiplicano comitati, esperti e organi d'indirizzo. E aggiunge: «Temo che il pur volenteroso Gasperini non si renda conto di cosa sia la scena culturale di Roma, la sua delibera è un informe, maldestro e anche vano tentativo di mettere le mutande al mondo del teatro, prigioniero di una visione archeologica della gestione culturale e subalterno alla logica del controllo politico sulla produzione artistica. Si sperava che dopo le esperienze del Valle, del Palazzo, dell'Angelo Mai e delle tante realtà autogestite, l'amministrazione comunale avesse capito che gli spazi culturali non possono essere trattati come mercati rionali o parcheggi pubblici- conclude Medici- ma purtroppo la giunta Alemanno continua a pensare che Roma non debba somigliare a Berlino o a Barcellona, e che la cultura sia una sfilata di centurioni e gladiatori o un'imbarcata di improbabili figuranti».