Le Province fanno i conti dei tagli

0
45

Tagli per 78,8 milioni nel 2013 e 39,4 milioni nel 2012. Sono queste le cifre contenute nel documento dell'Unione delle Province d'Italia, presentato oggi, sulla riduzione dei consumi intermedi che dovranno affrontare le province laziali secondo il decreto della spending review.

Nel dettaglio, a dover rinunciare al maggior numero di risorse, sarà la Provincia di Roma (27 mln nel 2012 e 54 mln nel 2013) seguita da Latina (5 mln e 9mln), Frosinone (3 mln e 7mln), Viterbo (2 mln e 4 mln) e Rieti (2 mln e 3,5 mln).

A livello nazionale invece il risparmio dovrà toccare i 500 milioni per quest'anno e un miliardo per il 2013. Nello studio dell'Upi vengono però contestati i parametri con cui sono stati considerati i consumi intermedi: «Il taglio previsto – ha spiegato il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione – fa rientrare nei consumi anche quelli che non lo sono. Il rischio è quello di non far partire l'anno scolastico».

E così, secondo l'Upi, alcune voci di bilancio come i corsi di formazione professionale, il trasporto locale, la manutenzione degli immobili e la gestione dei rifiuti, verrebbero colpiti dalla spending review pur essendo servizi ai cittadini. Con i parametri considerati nelle tabelle del documento i “consumi aggredibili”, preso in considerazione tutto il territorio nazionale sarebbero molto inferiori: il calcolo del Governo sfiora i 4 miliardi mentre per l'Upi è di circa 1,3 miliardi. L'Upi ha quindi effettuato un'ipotesi di taglio riparametrato secondo i propri criteri: 176 mln invece dei 500 mln per il 2012 e 352 mln e non un miliardo per per il 2013. Stesso discorso anche per le province laziali nel loro insieme: 14 mln per il 2012 e 28 mln per il 2013.

«Ci sono diverse ragioni – ha concluso il vice presidente vicario dell'Upi, Antonio Saitta – per cui dobbiamo parlare con il Governo. Innanzitutto l'impraticabilità di questi tagli dal punto di vista dei termini e poi la richiesta di riconsiderare i parametri: noi svolgiamo dei servizi anche per conto delle Regioni e questi non possono essere considerati consumi intermedi. C'è un pericolo di dissesto per molte province».

cinque