Ristori, il trionfo degli ambulanti abusivi

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Dell’invadenza dei camioncini bar nei luoghi storici di Roma hanno già ampiamente scritto tutti i giornali anche attaccando la famiglia del consigliere del Pdl Tredicine che ne detiene le concessioni, ma di situazioni analoghe al limite dell’abusivismo nel commercio di strada ce ne sono molte, molte di più e forse riconducibili alla stessa famiglia. Come ci segnala un ennesimo esposto presentato dal consigliere del II municipio Massimo Inches alla Procura della Repubblica.

L’esposto nasce dalla segnalazione di un’associazione di commercianti ambulanti e dalle sue personali verifiche in loco. E’ il caso di un episodio del giorno 17 luglio, che Inches ci racconta, quando due agenti della polizia locale Roma Capitale procedevano ad elevare contravvenzioni in via Giolitti, alle auto parcheggiate in seconda fila, ma tralasciavano di sanzionare un banco di abbigliamento lungo “solamente” 12 metri, un furgone bar che aveva riempito la strada ed il marciapiede con cassette di acqua minerale e di frutta ed un altro banco che all’angolo con piazza dei Cinquecento che si era impadronito dell’intero marciapiede, creando disagio ai passeggeri che si apprestavano ad entrare alla Stazione Termini.

Analoga situazione di abuso e degrado Inches l’ha denuciata per piazza Mancini, vicino il capolinea dei mezzi pubblici, dove tre banchi di venditori ambulanti costringono i pedoni a scendere in strada, con rischio per la loro incolumità, oltre ad impedire totalmente il passaggio di carrozzine e sedie a rotelle. L’estremo dell’illegalità riguarda lungotevere Arnaldo da Brescia, dove un camion bar staziona indisturbato sullo spartitraffico della strada, in corrispondenza di via Luisa di Savoia, in un’area dove non è prevista alcuna sosta per la vendita ambulante. Altre situazioni di grave irregolarità vengono elencate dagli ambulanti stessi, ad esempio per il furgone bar che è stabilmente allocato a Porta Labicana, fronte mura ferrovia, fuori dal marciapiede con lo sportello aperto verso l’esterno sulla strada. Segue una serie di segnalazioni per furgoni bar in situazioni di irregolarità sulla Salaria, la Casilina, la Tiburtina, ma c’è anche il caso eclatante del furgone che per tutta la notte staziona sul lungotevere lato Obelisco Mussolini. Oppure quello posizionato in area demaniale all’uscita Ponte Flaminio – Corso Francia, provenendo dal Centro.

Questi locali di ristoro anomali divengono la notte centri di ritrovo soprattutto quando stazionano in zone di diffusa prostituzione e di quella fauna che attorno alla prostituzione ruota. Evidentemente queste situazioni debbono essere sfuggite al sindaco durante le sue frequenti peregrinazioni motociclistiche notturne. Insomma, decine di segnalazioni per orari, spazi, ubicazioni che secondo gli ambulanti ‘regolari’ sono oltre il limite dell’abuso immediatamente sanzionabile dai vigili. Eppure c’è quasi reticenza ad uscire allo scoperto, nel denunciare alle istituzioni queste situazioni che paiono protette da una sorta di racket o da interessi che risiedono laddove si dovrebbe controllare.

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