Acea, nuova tegola per il Campidoglio

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Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar del Lazio che aveva mantenuto in vigore la determinazione dell'assemblea capitolina con la quale era stato disposto di rinviare successivamente all'approvazione del bilancio 2012 l'esame degli ordini del giorno presentati dalla opposizione sulla cosiddetta delibera Acea.

Il ricorso era stato inoltrato dai consiglieri comunali Gianluca Quadrana (Lista Civica per Rutelli) Francesco Smedile (Udc) e Maria Gemma Azuni (Gruppo misto). In sostanza il Consiglio di Stato riconosce la lesione dell’interesse dei Consiglieri "ad esplicare appieno le proprie funzioni, comprensive del diritto a discutere gli ordini del giorno e del successivo diritto ad esercitare il diritto di voto" e sottolinea che l’evidente intento ostruzionistico dell’opposizione "deve essere superato con strumenti procedimentali diversi, non configgenti con il Regolamento comunale".

I giudici, accogliendo l'appello, hanno trasmesso l'ordinanza al Tar. La delibera 32 ancora bloccata procura seri guai all'amministrazione capitolina, non solo perché sulla cessione delle quote Acea il sindaco si è dimostrato irremovibile sino ad oggi, ma anche per una seria questione di bilancio. Proprio ieri Alemanno, a margine della manifestazione dell'Anci a piazza Sant'Andrea Della Valle, aveva spiegato che la vendita del 21% di Acea è necessaria per garantire gli investimenti su Roma, anche per quanto riguarda la manutenzione stradale.

«Senza la vendita di Acea non possiamo fare nulla, neanche le cose più elementari» aveva detto. Aggiungendo che anche se molti Comuni saranno costretti ad aumentare l'aliquota sulla seconda rata dell'Imu, lui non sarà disponibile a farlo. Dichiarazione puntualmente smentiva dal capogruppo del Pd Umberto Marroni per il quale è «preoccupante la confusione che regna anche quest'anno sul bilancio». Infatti il gettito Imu sarebbe stato sottostimato nella manovra economica del 2012 dall'amministrazione capitolina e per di più «il primo cittadino oggi mente ai romani sapendo di mentire quando afferma di non essere disponibile ad aumentare l'aliquota sulla seconda rata dell'Imu, posizione questa che condivideremmo: peccato però che il 16 marzo 2012 il sindaco Alemanno ed i suoi assessori hanno approvato una proposta di delibera contestata dal PD che prevede l'aumento dello 0,1% portando l'aliquota sulla seconda rata per quel che riguarda la prima casa dallo 0,4% allo 0,5%».

Schermaglie politiche a parte la conseguenza più lampante sta nell'ulteriore rinvio della approvazione del bilancio capitolino, a meno che non si trovi una soluzione politica alla vicenda che consenta al sindaco di ritirare la delibera senza perdere la faccia.

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