Agro, l’appello delle associazioni

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Un comitato interassociativo coordinato da Italia Nostra, ha inviato nei giorni scorsi una lettera ai consiglieri capitolini per salvare l'Agro e il verde di Roma dal bando della Giunta e la conseguente variante urbanistica sull’”housing sociale. Per i comitati la Giunta, con il pretesto di risolvere l’emergenza abitativa, ha individuato 160 aree offerte dalla proprietà fondiaria da utilizzare per l’”housing sociale” e per altre finalità di interesse pubblico, per un totale di 2381,5 ettari ricadenti sull'agro e anche su aree a verde pubblico vincolate, su cui realizzare circa 23 milioni di metri cubi.

Una iniziativa che porta ad una dispersione caotica dei nuovi insediamenti residenziali non rispondenti ad alcun progetto di città, ma – prosegue la nota- determinati casualmente in base alle offerte della proprietà fondiaria. Quindi prima di pensare a nuove urbanizzazioni in quelle aree, i comitati propongono di utilizzare le terreni e i fabbricati dismessi o sottoutilizzati da censire immediatamente per trovare soluzioni all’emergenza abitativa.

Inoltre per i comitati è inaccettabile questo attacco a quel che resta dell'Agro che costituisce "un elemento fondamentale di identità e di bellezza panoramica e paesaggistica che incantò i grandi viaggiatori del settecento e ottocento, a partire da Goethe." La stessa Variante al Piano regolatore approvata definitivamente nel 2007, stabiliva che l’Agro romano doveva essere "un’invariata" rispetto ad ogni evoluzione del Piano Regolatore successiva. E ancora, la stessa verifica di compatibilità delle aree con il Piano Territoriale Paesistico Regionale adottato dalla Giunta Regionale è aleatoria in quanto le norme di salvaguardia stabilite dal PTPR, se non approvato dal Consiglio Regionale, decadranno nei primi mesi del prossimo anno. I comitati prevedono inoltre che dal punto di vista della qualità della vita i nuovi nuclei residenziali non saranno altro che dei dormitori, privi di qualsiasi attività di pregio e di servizi pubblici di qualità. Infine c'è da considera che a giudizio degli stessi costruttori molti alloggi rimangono invenduti e quando non lo sono occorre attendere almeno 4 anni per i rogiti.

"Sorge perciò legittimo il sospetto di una manovra che aumenti a dismisura il valore dei terreni agricoli trasformandoli in edificabili, con la possibilità quindi di ottenere altri prestiti dal sistema bancario garantito dal nuovo valore dei terreni." In ogni caso si ritiene necessaria una moratoria di almeno 1 anno per le trasformazioni urbanistiche di rilevante entità e i comitati invitano pertanto il Consiglio comunale a tener conto "dei cittadini e le loro opinioni in un tema così delicato e determinante per la vita quotidiana come è l’assetto urbanistico della nostra città." Seguono le firme. Comitato Interassociativo “Salviamo l’Agro Romano” che comprende: Italia Nostra Roma e Lazio; Associazione Colle della Strega; Coordinamento Residenti Città Storica ; Osservatorio Casilino ; Cittadinanzattiva Lazio Onlus; ENPA ROMA; Comunità Territoriale X Municipio; Comitato Cittadino XX Municipio; Associazione Cecchignola vivibile; Comitato Civico 2013; LABUR; Comitato No Corridoio RM-LT .