I super costi dell’ossessione sicurezza

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Siamo in un momento di spending review e di un bilancio capitolino davvero di grande penuria e tagli feroci. Ecco allora che qualcuno si accorge che ad oggi la super-consulenza del generale Mori voluta dal sindaco Alemanno è inutile. Fatto sul quale questo giornale aveva richiamato l'attenzione anni fa (addirittura), ma soprattutto quando si ventilò la possibilità di una sua volontaria rinuncia alla consulenza dati i rapporti non proprio idilliaci con Alemanno.

Nei giorni scorsi è toccato al consigliere capitolino del Pd Athos De Luca ricordare che oltre alla consulenza il generale dispone di un elegante ufficio, con collaboratori e impiegati «tutto pagato profumatamente dal Campidoglio con più di due milioni all’anno», particolare questo per la prima volta dopo quattro anni, viene reso noto alla stampa, almeno a quanto ci risulta. Che, ci pare questo il punto vero, nonostante De Luca si aggrappi inopportunamente al «coinvolgimento da parte della magistratura dello stesso generale nelle indagini sulla trattativa tra stato e mafia» che attengono al passato istituzionale del generale e sono peraltro sub giudice.

Ora è legittimo che De Luca predisponga «un emendamento specifico per il taglio delle inutili spese di consulenza di cui beneficia il generale Mori» che appare piuttosto tardivo rispetto alla presenza di numerosi uomini dei servizi segreti dei quali Alemanno si circondò, e forse si circonda ancora, nel corso del suo mandato. Resta da vedere quanto questa ossessione securitaria del sindaco sia costata ai contribuenti, visto che per un certo periodo parve sovrapporsi al meritorio e permanente lavoro delle forze dell'ordine sui territori nonostante i tagli (questi si di immediato effetto) che la crisi comportò già con il precedente governo.

Se poi si dovessero valutare i risultati della martellante campagna del sindaco sui temi della sicurezza sin dalla passata campagna elettorale, fra lo scorrere di un 'patto per Roma sicura e l'altro, ci si ritrova solo con gli interventi dei vigili urbani alla luce di un fantomatico 'piano anti prostituzione' arricchito dal folclore dei sopralluoghi in moto del sindaco nelle zone più calde e 'hard' della città. Un giudizio politico sul suo operato che può essere corroborato dal calcolo degli investimenti (anche di immagine) effettuati per la sicurezza da questa amministrazione che nessun consigliere ha sinora osato effettuare. In fondo i bilanci si completano anche con le spese inutili a carico dei contribuenti che richiamano la diretta responsabilità di chi li amministra. Soprattutto oggi che i primi "dolosi tagli" come retoricamente li definiscono i politici, vanno a colpire la spesa sociale e quindi chi più ha bisogno.

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