Roma-Latina, No-Corridoio andranno al Tar: sponda bipartisan in Campidoglio

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"Noi come cittadini siamo stati tenuti all'oscuro dalle istituzioni da sempre e questo è molto grave. Sul progetto del Corridoio Intermodale Roma-Latina ci sono diversi problemi, in particolare di sicurezza e di ambiente, e nessun governatore del Lazio è mai intervenuto su questi aspetti. Appena verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale faremo ricorso al Tar". Lo ha annunciato Gualtiero Alunni del movimento "No corridoio contro i progetti della Tirrenica e della Nuova Pontina", durante la conferenza sull'argomento che si è tenuta nella sala del Carroccio in Campidoglio, a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il consigliere Pd e vicepresidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Athos De Luca, il consigliere Pdl e presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo, il consigliere capitolino Sel, Gemma Azuni, e il presidente regionale dei Verdi, Nando Bonessio.

Proprio oggi, infatti, il Cipe ha approvato il progetto definitivo della Roma-Latina, stabilendo il via al tratto Roma-Tor de’ Cenci-innesto A12 con la previsione di apertura dei cantieri per il 2013. "Il 20 giugno abbiamo fatto una manifestazione, – ha spiegato Alunni – abbiamo ottenuto un incontro al ministero delle Infrastrutture, dove è stato consegnato un documento sulle criticità e le proposte alternative ma non abbiamo avuto alcun riscontro. Non c'è uno straccio di tracciato sull'intermodalità. Stiamo parlando di un ponte di un km e mezzo che scavalcherà il Tevere a un'altezza di 25 metri con pesanti rischi, quindi, anche di tipo idrogeologico".

Secondo il comitato "le dichiarazioni di oggi della presidente Polverini sono da biasimare perchè parlano di 8mila posti di lavoro ma non viene aperto un cantiere di 100 km quindi non è possibile. Con questo progetto vengono espropria terreni qualificatissimi, strappando alle aziende il radicamento avuto dalla bonifica dell'Agro Romano". Le proposte di un progetto alternativo da parte del comitato "sono semplici": riduzione dei flussi di traffico su gomma, adeguamento in sicurezza di tutta la Pontina, metropolitana leggera raddoppio del binario Nettuno-Roma e ristabilimento 20 corse su Roma-Latina".

"Oggi si parla di crescita del Paese ma come? Questa è una di quelle cose che invece vanno ad impoverire e a creare problemi. – secondo De Luca – La partecipazione dei cittadini deve essere un punto cardine. E poi, il grande assente sono le Ferrovie dello Stato: il Comune di Roma ha troncato in questi anni tutti i rappoirti con FS e questo è grave. Per quest'opera, quindi, credo ci siano gli estremi per un ricorso fondato per puntare ad un progetto alternativo perchè su un'opera di questo tipo bisogna investire il sindaco di questo problema per sospendere questo progetto".

Anche la maggioranza capitolina la pensa allo stesso modo sul rischio ambientale. Per De Priamo, "il tema delle infrastrutture si deve confrontare con il tema del rispetto del territorio. Noi della maggioranza ci siamo espressi in sede di commissione Ambiente e abbiamo approvato un odg che ricalca quello del consiglio di municipio: Roma Capitale non ha la titolarità di entrare nella visione generale ma pensiamo sia importante però dire che Roma Capitale non condivide questo progetto. La città avrebbe bisogno di altre infrastrutture prima di questa. Se si è arrivati a questo progetto non possiamo accettarlo. Così com'è è un progetto contro il territorio". De Priamo ha poi aggiunto che "ho chiesto al capogruppo Gramazio di inserire nel bilancio la mozione sia nostra che dell'opposizione sulla questione".

"Con la nostra mozione – ha spiegato Azuni – chiediamo in particolare la realizzazione di una metropolitana leggera Roma-Pomezia Latina, il potenziamento delle reti ferroviarie pontine, il ripristino e l'impementazione delle corse sulla linea ferroviaria Roma-Latina annullate con l'avvio della Tav. L'opera che si vuole portare avanti è un intervento invasivo che distruggerà zone pregiatissime e abbiamo il diritto di opporci in tutti i modi. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per altri servizi che sono fondamentali".

Ancora più netto Bonessio, che ha aggiunto: "La situazione è troppo compromessa. Oggi il Cipe ha approvato una grande opera inutile e la Polverini brinda allo sperpero di soldi pubblici. Questa opera è impostata su un modello trasportistico del secolo scorso. Noi vogliamo un modello diverso che guardi al futuro". Il comitato, infine, sta preparando per settembre una nuova mobilitazione, "un'unica grande assemblea per continuare a resistere a questa devastazione: Daje che jea famo".