Referendum, Roma Si Muove: già 15mila firme, i partiti escano dal silenzio

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Quindicimila firme raccolte, 320 tavoli dislocati per le strade, 105 volontari coinvolti, 980 ore di raccolta firme, per un totale di 17mila euro spesi. Questi i risultati principali raggiunti dal Comitato Roma Sì Muove illustrati a largo Argentina in occasione della presentazione della tre giorni di 'referendum days' in programma da venerdi 31 agosto a domenica 1 settembre per sostenere la raccolta firme per gli otto referendum su trasporto pubblico, diritti, ambiente e costi della politica nella Capitale.

A presentare i numeri ottenuti nei primi 50 giorni i promotori del Comitato, Mario Staderini, Angelo Bonelli e Umberto Croppi. Per Staderini "il dato più importante riguarda i rappresentanti istituzionali che stanno facendo il servizio di autenticazione delle firme: su 170 rappresentanti istituzionali 7 si sono offerti, tra cui 1 consigliere comunale su 60, 3 consiglieri provinciali su 45, un presidente di municipio e un presidente di consiglio municipale.

Al di là delle singole adesioni tutto può essere vanificato dalla mancanza di autenticatori. In questi mesi l'ostacolo principale è stato la burocrazia: la commissione di Roma Capitale che ha impiegato un mese in più del dovuto per giudicare i quesiti facendoci quindi iniziare in piena estate; gli ostacoli da parte del Comune con la lentezza nella vidimazione dei moduli, oltre ad alcuni problemi nei municipi dove ancora i cittadini ci segnalano la difficoltà nel firmare".

Staderini ha poi rivolto un appello ai cittadini "a cui chiedo di venire a dare una mano come volontari perchè per i nostri tavoli ne servono 300". Croppi ha sottolineato che servono "50mila firme entro 3 mesi, quindi il mese di settembre sarà particolarmente impegnativo. Con 'referendum days' abbiamo pensato di fare almeno 100 tavoli nella città per consentire ai cittadini di firmare. Invito tutti a visitare il sito www.romasimuove.it per trovare la collocazione dei tavoli e per venirci ad aiutare non solo con la firma ma anche con un contributo o offrendosi come volontari".

I punti principali dove si potranno trovare i tavoli saranno "al mattino i mercati rionali – ha aggiunto Croppi – mentre il pomeriggio e la sera i posti di passeggio più frequentati". "Roma è il laboratorio della politica nazionale. Il suo esempio – ha detto Bonelli – può modificare l'approccio di una politica nazionale sempre più avvitata su se stessa nelle polemiche. Questa iniziativa è un esempio di politica autofinanziata dove i cittadini quando vengono a firmare se vogliono possono contribuire anche solo con un euro. È una campagna referendaria contro i poteri forti della città che l'hanno portata al degrado".

I tre promotori hanno, infine, rivolto un ultimo appello: "Invitiamo tutti i partiti, dal Pd a Sel, da Idv al Pdl, ad uscire dal loro silenzio ingiustificato e a molibilitarsi a sostegno di questa iniziativa referendaria".