Salute, ospedale Cristo Re: ad agosto boom nascite con 200 parti

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Boom di nascite all'Ospedale Cristo Re di Roma che soltanto nel mese di agosto ha registrato oltre 90 parti in più rispetto allo stesso periodo del 2011.

Crisi o non crisi, presso la struttura romana, si lavora a pieno ritmo anche durante il periodo estivo: le nascite, 200 nel mese di agosto, hanno registrato 47 tagli cesarei e 7 Vbac, il parto naturale dopo cesareo, e sono 40 in totale, i Vbac effettuati dall'inizio del 2012, anche a distanza di 18 mesi dal primo parto. L'ospedale viaggia su una media di oltre 2000 nascite all'anno, tante per una struttura di piccole dimensioni.

Un risultato positivo merito di un gruppo di professionisti, che sfrutta la tecnologia per garantire un rapporto continuativo tra gli ostetrici e le gestanti grazie ad un'attiva pagina Facebook, “Nascerò al Cristo Re”, divenuta una sorta di blog per le donne in dolce attesa. Uno spazio gestito proprio dal team ostetrico dell'ospedale di via delle Calasanziane che “insegue” le mamme anche via sms, ricordando loro scadenze ed esami.

Ma la forza del reparto materno infantile è la cura e l'informazione garantite alle pazienti, invitate a partecipare, assieme ai futuri papà, ai CAN- i Corsi di accompagnamento al parto, 8 appuntamenti serali che prevedono un percorso informativo e pratico sul parto attivo e approfondimenti sulla vocalizzazione nella fase del travaglio.

“La vocalizzazione è la forma primordiale analgesica per buttare fuori il dolore dal proprio corpo, per affidarsi a se stessi, alle proprie risorse – spiega Maurizio Gnazzi, Ostetrico presso l'Ospedale – Non a caso il motto sul quale puntiamo è 'mi fido e non mi affidò e per tranquillizzare le partorienti garantiamo loro massima libertà, anche di movimento, praticando e in alcuni casi consigliando il parto nelle varie posizioni”, carponi, accovacciata, in piedi, nella fase espulsiva. Il Cristo Re infatti, che si distingue nel panorama regionale per il tasso di tagli cesarei, addirittura tra i più bassi del Paese (31%, dato stabile negli ultimi 10 anni Vs una media nazionale del 45%), dal 2000 ha standardizzato protocolli interni “umanizzati” che fissano la buona prassi e che partono dalla formalizzazione di un percorso informativo e pratico offerto alle coppie.

Proprio la nascita dei protocolli interni alla struttura ha fatto registrare un aumento significativo del numero dei parti: “festeggiammo il millesimo dopo meno di un anno – sottolinea Carlo Piscicelli, medico ostetrico – e una volta sfiorati i 1500 decidemmo di non pubblicizzare più l'iniziativa, frenammo un po’ l'entusiasmo per continuare a garantire l'efficienza e la sicurezza alle nostre pazienti, a parità di risorse”.