Hic manebimus optime… O no?

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Ieri Repubblica riportava la notizia di un incontro (oppure di una telefonata, non è chiaro) fra il sindaco Gianni Alemanno e il Cavaliere di Arcore il quale avrebbe più o meno invitato il primo cittadino a togliersi di torno e rinunciare alla candidatura per le elezioni comunali del 2013. Invito suffragato dalla frenetica compulsazione dei sondaggi che danno Gianni in netto svantaggio nei confronti del competitor Nicola Zingaretti.

Sui sondaggi, si sa, Sivio Berlusconi ci campa, ma anche Alemanno non scherza. Anzi pare che i suoi sondaggisti di fiducia viaggino ad una media mensile di due rilevazioni che rimarcano sempre e implacabilmente un distacco minino da Zingaretti del 10%.

E' pur vero che con una disaffezione popolare verso la politica che sfiora il 50% che ad oggi non sa nemmeno se andrà a votare e la minaccia incombente dei seguaci di Beppe Grillo, ogni previsione lascia il tempo che trova, ciò non toglie che il sindaco sdegnato dai retroscena di Repubblica abbia già in mattinata immediatamente e duramente smentito la notizia, non risparmiandosi il solito piagnucolio contro la stampa brutta, cattiva e ora anche bugiarda. «Siamo di fronte all’ennesima balla ridicola di Repubblica: Berlusconi non mi ha mai chiesto di fare un passo indietro» ha fatto scrivere in una nota il sindaco, aggiungendo «È significativo che questo quotidiano pur di continuare la campagna contro di me giunga addirittura a inventare una telefonata con tanto di virgolettato». Poi, non soddisfatto, ha deciso di scopiazzare il presidente americano Obama, postando sul proprio profilo ufficiale una foto che lo ritrae di spalle, seduto alla sua sua scrivania, con sotto la scritta: "Hic manebimus optime" (Qui staremo benissimo, ndr).

Eppure del presunto contatto con Berlusconi e del relativo invito a farsi da parte magari trovando al sindaco una adeguata allocazione parlamentare, i bene informati ne parlavano già all'inizio della settimana scorsa tanto che addirittura veniva fatto il nome della possibile alternativa a Gianni che non sarebbe rappresentata dall'ex ministra Giorgia Meloni, nome che ormai riciccia da oltre un anno e sicuramente sponsorizzato dall'on Fabio Rampelli. Il nome indicato dal cavaliere è infatti quello di una outsider, l'imprenditrice Luisa Todini, onorevole di bella presenza anche televisiva, rampolla di una nota famiglia di costruttori inserita in una fitta rete di associazioni e circoli della Roma che conta. Un nome asceso agli onori delle cronache cittadine quando fu indicata già nel 2009 dallo stesso Berlusconi quale candidata alla presidenza della regione Lazio posto poi andato a Renata Polverini incrollabilmente sostenuta, allora, da Gianfranco Fini.

Retroscena? Gossip? Balla spaziale? Difficile a dirsi dopo la ferma smentita del sindaco, ma la presunta indicazione della Todini cadrebbe a fagiolo, almeno sempre a sentire i bene informati, per ottenere il sostegno della Udc nella competizione elettorale. A farla breve, una operazione politica di centro-centro destra, forse prematura in considerazione dei possibili sbocchi della situazione politica nazionale, ma sicuramente non sgradita a quell'ala dell'Udc che fa capo al vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti che già con la destra condivide responsabilità di governo in via Cristoforo Colombo, ma non brilla per coerenza con l'opposizione dei suoi in Campidoglio.

Tuttavia, Alemanno o no, il grande fermento dei centristi, che nazionalmente stanno ricompattandosi attorno al ministro Passera e ad un mondo cattolico che rivendica al centro la sua autonomia politica e a livello comunale sarebbero orientati sulla scelta di un candidato terzo che corra al Campidoglio in competizione co Alemanno e Zingaretti. In tal caso gli scenari politici si aprirebbero a nuovi ed incerti sfondi per tutti, sempre ammesso che quel 50% di delusi dalla politica ritornino al voto nell'alveo dei partiti tradizionali.

Giuliano Longo