Giornalista “non gradito”: a Ostia vietato l’ingresso al Municipio XIII

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Sabato pomeriggio con una telefonata è stato comunicato a Giulio Mancini, giornalista professionista del Messaggero, che era diffidato ad accedere in Municipio. Ieri la diffida si è realizzata e il Presidente del XIII ha comunicato al diretto interessato che la sua presenza non era più gradita. Peccato che non si tratti di un locale o di un appartamento privato, ma di un luogo che deve rimanere accessibile per tutti.

La parola a chi è riuscito a mantenere la calma, ma avverte in questo divieto un preoccupante segnale per il futuro. «La tua presenza non è gradita, pertanto potrai entrare in Municipio solo se invitato». Nel XIII Municipio c'è la selezione alla porta per la stampa e Giulio Mancini del Messaggero, da ieri, non può più entrare. Non sono state fornite motivazioni dal Presidente che ha comunicato questa direttiva, difficilmente se ne potrebbero trovare di plausibili. A guardare gli argomenti di cui si è occupato nelle ultime settimane il professionista iscritto all'ordine dal 1983, qualche dubbio sulla volontà di controllare inchieste scomode potrebbe scaturire. «I temi che ho affrontato durante questa stagione – ci ha detto- sono stati nell'ordine: il raffazzonato bando di istituzione di parcheggi a pagamento sul lungomare, ritirato dopo 10 giorni dall'attivazione; l'anarchia nella movida con discoteche fracassone tollerate dal municipio, ma multate dai vigili urbani e in parte chiuse dalla questura e dalla magistratura; per ultimo sabato scorso ho pubblicato un articolo sulla singolare recessione della concessione dello stabilimento balneare Poste affidato in gestione ad una società del fratello di un consigliere Pdl del municipio XIII».

Un amministratore serio non dovrebbe considerare “sgradito“ un tale lavoro di inchiesta. Soprattutto se svolto da chi, come Mancini, si occupa di cronaca di Roma e del litorale dal 1978 ed è redattore del Messaggero dal 1989. L'esperienza gli ha permesso di reagire con serenità. «La limitazione nell'accesso non mi penalizza minimamente nell'attività professionale ma credo che meriti riflessione per ciò che nasconde. Non è certo da questo Ufficio di Presidenza che si accede alle informazioni più importanti per l'amministrazione. E' preoccupante, invece, che ci sia chi ritiene che la Casa Municipale sia cosa sua». A Giulio Mancini in queste ore stanno arrivando messaggi di solidarietà da molti colleghi, che insieme ad alcuni consiglieri municipali e comunali stanno chiedendo anche al sindaco di prendere posizione per ricordare che i locali dei Municipi in città sono luoghi pubblici.

Valeria Scafetta