Alla Pisana il dibattito si infiamma solo sulla salute della presidente

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Alla Pisana, si potrebbe dire: “Niente di nuovo sotto il sole”. Si poteva anche essere soddisfatti che la prima seduta di Consiglio fosse fissata “già” per il 5 di settembre ma le speranze di chi pensava che dopo due anni ci sarebbe stata un’accelerazione, sono andate deluse. Durante la seduta di ieri, infatti, di tutti i problemi che affliggono la nostra regione non si è detto nulla, mentre si teneva la solita inutile recita. Il triste copione è scivolato su accuse riguardo il delicato tema; operazione della presidente Polverini ed eventuali privilegi.

Come ricorderete, qualche giorno fa il consigliere PD Enzo Foschi e l’ex assessore Giulia Rodano dell’IDV, avevano chiesto chiarimenti sul ricovero e l’intervento chirurgico subito dalla Presidente che, secondo alcune notizie riportate dalla stampa, aveva goduto di alcuni privilegi presso le strutture del Policlinico sant’Andrea. La Polverini ha scelto le pagine del settimanale CHI per dire la sua, rivelando la patologia, rivendicando la scelta della struttura pubblica e derubricando quelli che potevano apparire come privilegi a semplici conseguenze delle misure di sicurezza previste per chi ricopre l’incarico di Presidente della Regione Lazio.

Questi i fatti che ieri mattina hanno determinato la bagarre in aula con il centrodestra compatto nell’accusare la Rodano e Foschi di sciacallaggio politico e chiedendo, quindi, pubbliche scuse. L’esponente dell’IDV intervenuta in aula e, come il collega Foschi, interrotta da Storace, ha detto: «è uscita una notizia su un quotidiano romano e mi sono limitata a fare quello che si fa normalmente. Ritengo sia giusto da parte dei consiglieri regionali chiedere spiegazioni su questi avvenimenti. Mi si chiede di fare delle scuse ma io non ho offeso nessuno».

Enzo Foschi, da parte sua, ha affidato ad una lettera aperta pubblicata su Facebook i suoi ragionamenti : «La Sua scelta di rivelare la malattia che l’ha colpita e i dolorosi riflessi che ciò ha comportato sono degni del più ampio rispetto, ma rischiano di distorcere i fatti distogliendo l’attenzione dalla sostanza del problema, che voglio invece mantenere centrale perché solo quella è meritevole della polemica che ho rilanciato: e cioè su come è stata gestita la Sua degenza in un Ospedale pubblico, più simile ad un’assistenza privata». Si legge nella lettera di Foschi che poi si chiede: «dove sarebbe la violazione della Sua privacy visto che io non ho mai saputo e quindi tantomeno rivelato la diagnosi della malattia che l’ha colpita?». Foschi quindi non indietreggia e rilancia la domanda: «non è forse dovere di un consigliere regionale segnalare che quello che Le è stato riservato appare agli occhi dei più come un trattamento di (quantomeno) “particolare attenzione” rispetto a ciò che si eroga ogni giorno ai comuni cittadini?».

Sicuramente rimangono aperti degli interrogativi ma speriamo che almeno la polemica personale finisca qui. La prossima volta, magari, nell’aula si potrebbe parlare dei problemi delle persone e degli strumenti normativi necessari alla soluzione.

carlitos

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