Regione, sui costi della politica un vespaio di polemiche

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L'intervista della presidente Renata Polverini rilasciata ieri al Messaggero sta suscitando un vespaio di polemiche nonostante l'impegno a ridurre i costi della politica regionale a partire dal Consiglio della Pisana (fra i più costosi d'Italia) sia nel mirino della governatrice.

«Ai capigruppo l'ho detto – afferma la presidente – ora voglio un pacchetto chiaro di risparmi. Non briciole, che non bastano più». Dopo aver ribadito il rispetto per l'autonomia del Consiglio «che è un'assemblea legislativa e non dipende da me» vanta di aver già fatto la sua tagliando i costi della giunta ben prima dell'arrivo di Monti. Ma in giunta ci sono otto segretarie, mentre alla presidenza del Consiglio ben diciotto. In Giunta zero consulenti, li' nove. «Qui – prosegue – 115mila euro di spese di rappresentanza, lì tredici volte di più. Ora il Consiglio mi deve risposte chiare, nette e rapide. Perchè i cittadini non fanno distinguo tra giunta e Consiglio».

«Costi di casta». E' quanto dichiara Francesco Storace, capogruppo La Destra al Consiglio regionale del Lazio. «Alla nuova paladina della lotta agli sprechi» replicano i radicali ricordando che quando si e' trattato di prendere posizione sulle quattro ulteriori Commissioni, cosiddette speciali, che si sono aggiunte alle sedici ordinarie, record nazionale per un'assemblea legislativa «nonostante il solitario ostruzionismo del gruppo Radicale, la Polverini e la sua giunta non esitarono a dare parere positivo alla loro istituzione per un costo e spreco stimato di 5 milioni di euro».

Non solo: nell'ultimo assestamento di bilancio, discusso e votato in aula lo scorso luglio, i Radicali hanno proposto tagli alle auto blu, ai vitalizi. E ancora il taglio delle commissioni e delle consulenze ponendo anche un tetto per le retribuzioni ai dirigenti della Regione. Oltre al ridimensionamento delle spese per i gruppi, i Radicali hanno proposto l'eliminazione della spesa prevista per le nuove costruzioni presso la Pisana, ma ancora una volta Renata Polverini e la sua giunta «si sono distinti per con un parere negativo». Rocco Berardo, consigliere regionale della Lista Bonino Pannella ricorda ancora di aver depositato da tempo una proposta di legge sull'anagrafe Pubblica degli eletti e dei nominati che realizzerebbe fin da subito, a costo zero, quella "Regione casa di vetro" «per cui la candidata Polverini si era impegnata in campagna elettorale e che avrebbe consentito ai cittadini, senza bisogno del dossier oggi brandito dalla Presidente, di controllare l'entità e l'utilizzo dei fondi destinati alla 'politica'. Infine la stoccata feroce: «Su una cosa pero' la Giunta Polverini ha detto la sua e con forza muscolare: nel momento in cui si discuteva di eliminare i vitalizi, ha imposto che i suoi assessori “esterni”, ovvero non eletti come consiglieri regionali, potessero invece avere garantito questo privilegio».

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