Sprechi e sobrietà, la Regione non va oltre i proclami

0
25

Sulla spending review e la riduzione dei costi della politica interviene senza mezzi termini il capogruppo dell’Udc in Regione Lazio Francesco Carducci. «Se non diamo una risposta forte -scrive- rischiamo di assomigliare a Maria Antonietta, la regina francese che tra i lussi, agli affamati che reclamavano pane suggeriva di mangiare brioches; una classe dirigente degna di questo nome – prosegue Carducci – di fronte al numero crescente di disoccupati e aziende in crisi non può fare la parte di chi risponde: “Si trovino un hobby”».

Allora per Carducci, che con il suo partito fa parte della maggioranza che sostiene Renata Polverini, occorre aggredire gli sprechi e l’inefficienza, dunque, «è un dovere anche per la Regione Lazio». Carducci ricorda che ai primi di giugno l’Udc ha presentato una proposta di legge per rivedere compiti e priorità degli enti e delle società partecipate, una proposta che aveva raccolto il plauso unanime del sistema imprenditoriale laziale e di una parte rilevante del sindacato. Il capogruppo Udc alla Pisana ammette che molte società regionali nel tempo sono diventate autentici carrozzoni, altre, come Sviluppo Lazio, disperdono milioni di euro in attività che poco hanno a che fare con il sostegno alle imprese. Solo su quest’ultimo fronte a suo avviso è possibile risparmiare circa 15 milioni e «concentrare le risorse dove occorre». Quindi invita a porre all'odg della prossima riunione dei capigruppo questi temi. Inoltre l'ordinamento regionale deve immediatamente recepire la sentenza della Corte Costituzionale che impone di ridurre il numero dei consiglieri e insieme a un drastico pacchetto di misure «che faccia dimagrire i costi della politica regionale, del Consiglio, della struttura nel suo complesso e di tutte le sue emanazioni sul territorio».

E' singolare il fatto che è bastata l'intervista al Messaggero di Renata Polverini per suscitare l'ansia moralizzatrice e risanatrice dell'UDC che pure condivide in Regione responsabilità di governo e vanta la presenza di un vice presidente e assessore all'urbanistica quale Luciano Ciocchetti e con un linguaggio comunque non molto lontano da quello dei Radicali. Ma grandi passi in avanti in questa direzione non ne sono stati fatti se non su sollecitazione dei tagli imposti dal governo.

A quanto risulta agli osservatori più attenti, eccetto la sanità i cui tagli sono stati decisi già dal governo Berlusconi, non risulta che la Regione Lazio abbia messo mano ad una spending review sulla scorta di un piano organico, se non con interventi che la stessa Renata Polverini ha definito nella sua intervista "briciole". Tantomeno per l'eliminazione di quelle 51 società partecipate dalla Regione, che Carducci definisce carrozzoni, i cui consigli di amministrazione sono stati rinnovati o integrati quasi immediatamente sulla base dei criteri spartitori dei vincitori in rigoroso omaggio allo spoil system con relativi emolumenti spesso a sei zeri. Quindi, fatto salvo che circa l'80% del bilancio regionale riguarda la sanità, obbligatoriamente vincolata, per il resto si ha l'impressione di una volontà di risanamento ad oggi vagamente declamatoria.

gl