«Erp, una vendita fallimentare»

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La vendita del patrimonio ERP condotta in modo fallimentare dalla giunta Alemanno sta causando un duplice problema: il mancato introito per le casse comunali di centinaia di milioni di euro e situazioni kafkiane per i cittadini coinvolti. Ne sono convinti i consiglieri della opposizione Massimiliano Valeriani (Pd) e Gianluca Quadrana (lista civica per Rutelli).

Infatti dei circa 7000 appartamenti in dismissione deliberati dalla Giunta e dal Consiglio Comunale (Del. Cons. Com. n° 237 del 2007 e Del. Giun. N° 39 del 2008) circa 3000 assegnatari hanno risposto positivamente alla proposta di acquisto versando come previsto nel 2009 i 2000 euro richiesti . Senonchè attualmente , dopo tre anni, sono stati rogitati solo 400 appartamenti.

I due precisano che l’amministrazione aveva l’obbligo di confermare e programmare i rogiti entro 15 mesi dalla data del versamento della somma, cosa ovviamente non avvenuta. Inoltre a causa di questa inadempienza molti cittadini stanno subendo conseguenze negative. Per esempio, sono decine i casi (e se ne prevedono altri, vista la tarda età degli assegnatari di alloggi Comunali edificati e assegnati negli anni ‘70) in cui persone che hanno già versato i 2000 euro nel 2009 nel frattempo sono decedute. Inoltre, venendo meno a quanto sottoscritto nella proposta irrevocabile d’acquisto gli eredi, se non residenti anche in possesso di tutti i requisiti previsti al momento della firma della proposta irrevocabile d’acquisto, perdono il diritto all’acquisto e sono quindi costretti a rivolgersi ai legali.

Già alcuni hanno fatto richiesta del risarcimento dei 2000 euro, ma si prevede che molti saranno i contenziosi che l'amministrazione dovrà per sostenere. “Chiediamo – concludono Valeriani e Quadrana- alla Giunta di affrontare con serietà questa emergenza, di consentire, così come prevede la delibera approvata nel 2008 agli eredi di poter subentrare nell’acquisto, per evitare dopo i danni di un'alienazione disastrosa, anche conseguenze pesanti in termini legali e sociali.” Intanto senza colpo ferire il comune si è già incassato la bella sommetta 5.200.000 euro (oltre 10 miliardi delle vecchie lire) più gli interessi di questi tre anni che probabilmente non verranno riconosciuti