Gianni tira dritto verso il voto

0
22

Che il sindaco Alemanno sia in calo di consensi, è chiaro ormai a tutti. Perché dunque ostinatamente il sornione Gasparri, l'astuto Augello, la intraprendente Meloni continuano a sollecitarlo a una impossibile ricandidatura?». Ci va pesante con gli ex amici del Pdl l'eurodeputato Potito Salatto, membro dell'ufficio di presidenza nazionale di Fli.

Ora Potito (detto Tito), anche se ormai parte delle esigue (forse) schiere finiane, conosce bene i suoi polli avendoli bazzicati per decenni. Anzi vanta una lunga amicizia con lo stesso Gianni Alemanno. Eppure ha l'impressione che gli attuali sponsor del sindaco, i quali non sono mai stati suoi grandi amici «immaginino – scrive in una nota – in caso di una sua improbabile rielezione che la 'gallina' continui a produrre 'uova d'oro' con nomine plurime dei loro protetti nei posti chiave dell'amministrazione capitolina». Mentre, prosegue, «in caso di sconfitta, visti i limiti angusti nei quali versa tutto il PDL, avrebbero un concorrente autorevole in meno con il quale doversi confrontare». Il che è un po' come dire: eliminato Alemanno, c'è un più posto per gli altri.

Ma Tito è buono e generoso come si addice al suo passato di politico democristiano di lungo corso, così non lesina consigli all'amico sindaco che pure l'ha fortemente sostenuto per l'elezione al parlamento di Straburgo e sommessamente aggiunge: «Non mi resta altro che suggerire, io sì con fraterna franchezza, all'amico Gianni, di terminare al meglio questo mandato, certo esaltante ma purtroppo infelice, e di dedicarsi alla politica nazionale per la quale è certamente più tagliato. Si assumano altri del suo Partito l'onere di tentare il Governo di una città complessa e difficile, con minori condizionamenti, maggiore capacità e fantasia amministrativa.

Noi sull'altro versante ci adopereremo per trovare donne e uomini giusti al posto giusto perché Roma diventi una Capitale Europea come merita di essere». Sarà, ma per dedicarsi 'alla politica nazionale' tocca portare risultati, voti e soprattutto l'apprezzamento del Cavaliere di Arcore, che non sembra poi tanto ben disposto verso Gianni che non gli ha mai risparmiato l'invito a farsi da parte. Certo, un seggio in parlamento non si nega a nessuno ma ipotizzare un grande futuro a livello nazionale dopo una sconfitta a Roma non è poi tanto realistico. Ecco perché siamo convinti che Gianni combatterà sino all'ultimo e con tutti i mezzi disponibili non esclusi i quattrini, le prebende e gli incarichi (almeno fin quando dura) che sicuramente non gli mancano.

gl