Guerriglia Alcoa

0
24

Se si dovesse titolare la manifestazione dei lavoratori Alcoa di ieri potremmo tranquillamente scrivere: cronaca di scontri annunciati. Già l'esasperazione dei lavoratori trasudava a piazza della Repubblica quando il corteo dei lavoratori Alcoa si è mosso verso le 10,30 al grido di: "Mamma mamma mamma sai perche' siam venuti qua? La cassa integrazione non la vogliamo far!".

Trombette, petardi, fischietti e fumogeni, i lavoratori erano arrivati con sette bus da Civitavecchia (dove erano sbarcati) a Roma, in circa in 500 per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Portovesme. A sventolare le bandiere della Sardegna, di Fiom Cgil, Cisl, Uilm, c'erano cartelli di questo tenore: "Lavoro-sviluppooccupazione= pace sociale" e "Alcoa=U.S.A. e getta". Durante il corteo alcuni passanti manifestavano il proprio sostegno con applausi e sorrisi, ma gli operai hanno tentato più volte di deviare il percorso del corteo.

La protesta è esplosa sotto il ministero dello Sviluppo economico (Mise) conto il quale sono state lanciate alcune bombe carta mentre volavano bottigliette e petardi contro le forze dell'ordine che bloccano via Molise, angolo via Veneto, e caricavano i manifestanti. Questo avveniva attorno alle 12 mentre si stava avviando l'incontro tra governo e l’azienda Alcoa al quale partecipavano anche delegati sindacali e sindaci del Sulcis, mentre gli operai in attesa continuavano a battere i caschi per terra seduti sui marciapiedi.

E' a quel punto che è stato duramente contestato Stefano Fassina, responsabile del settore economia e lavoro del Partito democratico che era appena arrivato davanti all'ingresso del Mise e che ha dovuto battere in ritirata scortato dalle forze dell'ordine fuori dalla zona del presidio. Altri scontri con le forze dell'ordine scoppiavano un'ora dopo, mentre le camionette della Guardia di Finanza bloccano l'accesso verso piazza Barberini ed altri due furgoni dei carabinieri bloccavano l'accesso verso via Veneto. In quella prima fase degli scontri venivano leggermente feriti un operaio e un poliziotto. Alle 14,30 un operaio annunciava al megafono: «Al vertice non c’è il ministro Passera, non si è degnato neanche di venire. L'incontro non sta andando bene».

Tanto è bastato perché partisse una salva di razzi segnaletici in aria. Solo verso le 15 si poteva trarre un primo bilancio che registrava 14 contusi tra le forze dell'ordine, mentre gli operai si spostavano dall'ingresso del Mise correndo all'angolo tra via Molise e via Veneto, fino al cordone delle forze dell'ordine. L'andirivieni dei manifestanti in quell'area proseguiva per l'intero pomeriggio e mentre stiamo per andare in stampa il tavolo al ministero dello Sviluppo è ripreso già da qualche ora con la partecipazione del ministro Corrado Passera, il quale avrebbe detto che Alcoa «rappresenta uno dei casi più difficili che abbiamo al Mise, ma non ho mai pensato che fosse un caso impossibile».

cinque