Ultimi giorni per firmare i referendum

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Otto referendum per cambiare, per cambiare le forme di partecipazione dei cittadini romani al governo della propria città, per cambiare indirizzo su alcuni dei principali temi della nostra vita quotidiana, per cambiare la cultura politica della classe dirigente e degli elettori. Di questo si tratta. Il referendum cittadino è previsto dallo statuto del comune di Roma ma non è mai stato utilizzato, al contrario dei referendum nazionali non è abrogativo ma propositivo.

Attraverso esso i cittadini possono esprimere un orientamento su un tema, dando una indicazione precisa attraverso il quesito referendario, che dovrà obbligatoriamente essere calendarizzata dall’Assemblea Capitolina, sarà poi compito dei suoi organi formulare un dispositivo di delibera che recepisca il principio espresso dagli elettori.

Perché i referendum vengano sottoposti al voto è necessario raccogliere almeno cinquantamila firme autenticate in tre mesi, poi i quesiti saranno sottoposti al voto popolare nella primavera successiva. La raccolta firme per gli otto referendum promossi dal comitato “Roma si muove” è iniziata ai primi di luglio, restano quindi ancora pochi giorni per raggiungere l’obiettivo previsto dal regolamento.

Quali sono i temi individuati? Otto proposte appunto, ricapitoliamole: Mobilità. Progressiva riduzione del traffico privato nel centro storico per dare tempi certi ai bus; corsie preferenziali protette e tranvie; trasformazione dei treni pendolari in linee metropolitane; piste ciclabili e blocco per i pulman turistici. Stop al consumo di suolo. Puntare sul recupero e rinnovo dei tessuti urbani già esistenti attraverso un’edilizia che non a consumi suolo ma a recuperari il già costruito. Rifiuti zero. Rivoluzionare le politiche sui rifiuti in modo da riciclarne e riutilizzarne il più possibile; differenziata e porta a porta in tutta la città; utilizzazione delle discariche solo per una piccola parte di rifiuti trattati. Mare Libero. Libero accesso dei bagnanti al mare e ripristino della visibilità del mare di Roma, oggi trasformato in un “lungomuro”; riequilibrio al 50% tra spiagge libere e attrezzate. Famiglie di fatto. Rimozione delle discriminazioni nei servizi e nelle attività del comune tra famiglie, che siano sposate o no, eterosessuali o omosessuali. Registro dei testamenti biologici. Istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici che raccolga le disposizioni anticipate di trattamento sanitario e di fine vita dei cittadini che intendano depositarle Libertà di scelta dei servizi alla persona.

Per asili nido, assistenza anziani e disabili, fermo restando il ruolo del comune, il referendum si riferisce a quella parte di servizi già oggi affidati a strutture non pubbliche e chiede l’istituzione di bonus che le famiglie potranno sfruttare nelle sedi che riterranno più idonee. Meno partitocrazia. Ridurre i costi dell’apparato amministrativo azzerando i consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate di cui il comune è socio unico, che esistono soltanto come luogo di consociativismo e clientelismo; affidandole a un amministratore unico ci saranno meno poltrone da spartirsi e un risparmio di sei milioni di euro l’anno. I promotori sono un gruppo trasversale di cittadini con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella scienza e nella ricerca, nell’ambiente e nel sociale, convinti che ci si debba impegnare in prima persona per trasformare Roma in una Capitale più moderna e vivibile.

L’iniziativa è stata presa, insieme al sottoscritto, dal radicale Mario Staderini e dal verde Angelo Bonelli (Segretario), e con il sostegno di associazioni, esperti e personalità trasversali agli schieramenti politici. Insomma si tratta di un’occasione concreta per dare forma alla richiesta della maggioranza dei cittadini che non vogliono più delegare le scelte ad una classe politica autorferenziale ma vogliono riappropriarsi del diritto di decidere sul proprio futuro.Per questo rilancio l’appello a tutti a firmare, a parlarne agli amici, ad attivarsi, a contribuire (l’iniziativa è totalmente autofinanziata): si può firmare in tutti i municipi o ai tavoli di raccolta, che saranno segnalati ogni giorno sul nostro sito: www.romasimuove.it.

Umberto Croppi