Inps, protesta Usb: \”Non si licenzia il conflitto\”

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"Non si licenzia il conflitto". Questo lo slogan davanti della confederazione Usb che ha manifestato, davanti alla direzione generale dell’Inps, in concomitanza con la discussione dei procedimenti disciplinari aperti nei confronti di tre delegati nazionali USB. I tre sindacalisti, dice Usb "hanno osato denunciare un atto illegittimo del capo del personale. Il provvedimento disciplinare, partito su segnalazione dello stesso Capo del personale, propone il licenziamento in tronco dei tre delegati".

La Confederazione Nazionale Usb "nell’evidenziare come questi avvenimenti si inquadrino in un più generale attacco ai diritti sindacali, ed in particolare verso chi continua ad organizzare e praticare il conflitto, esprime concreta solidarietà e vicinanza ai tre delegati nazionali e condanna l’aggressione in atto contro la determinata opposizione svolta da Usb ai processi di riorganizzazione dell’Inps, alle esternalizzazioni, alla privatizzazione dei servizi e allo smantellamento della previdenza pubblica; un’opposizione che ha trovato un consenso sempre più diffuso tra i lavoratori, come espresso apertamente nelle ultime elezioni Rsu".

Al termine della riunione della Commissione disciplinare, l'Usb ha reso noto che "Non saranno licenziati i tre dirigenti nazionali dell’Usb, sottoposti dall’Inps a provvedimento disciplinare dopo aver denunciato che il Capo del Personale. La notizia è stata accolta dall’ovazione di oltre 500 fra delegati sindacali, lavoratori, rappresentanti RSU, provenienti dal Lazio e da diverse altre regioni; dipendenti INPS, ma anche di altri settori del lavoro pubblico e privato, che questa mattina a Roma hanno partecipato alla manifestazione organizzata della Confederazione USB davanti alla Direzione generale dell’INPS a sostegno di Luigi Romagnoli, Vincenzo Campolo e Libero Ponticelli e contro ogni intimidazione e limitazione della libertà sindacale e dei diritti dei lavoratori".

Mimmo Provenzano, che ha difeso i tre dirigenti, ha dichiarato: “Abbiamo sconfitto il teorema del licenziamento e chiesto l’archiviazione totale del procedimento a carico dei tre dirigenti USB. Dall’andamento della discussione in Commissione di disciplina ci dichiariamo fiduciosi sugli esiti positivi della vicenda. Inoltre, fonti interne all’INPS riferiscono che mentre il Presidente Mastrapasqua, prendendo spunto dalla vicenda del prestito “autoconcesso” da parte del Capo del personale, avrebbe avviato una indagine interna per un accertamento sui prestiti erogati dall’INPS negli ultimi dieci anni, il Direttore Generale dell’Istituto Nori ha invece costituito una commissione di verifica sul prestito di Ciro Toma, il cui esito è atteso già nelle prossime ore”.

“Il risultato di oggi – prosegue Provenzano – è una sconfitta per chi crede arrogantemente di poter fare carne di porco dei diritti e mettere a tacere la nostra organizzazione sindacale. Ma anche di chi usa in modo disinvolto il denaro dei lavoratori. Non dimentichiamo, infatti, che il prestito fa parte dell’1% del monte salari dei dipendenti INPS e che la maggiorazione del prestito di Toma avrebbe tolto risorse economiche utili per altri lavoratori, magari dei livelli bassi”.