L’immagine costosa di Ama

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Quanto costa un cassonetto per la raccolta differenziata della monnezza? Non lo sappiamo, ma ricordiamo che quando l'allora amministratore dell'Ama Panzironi ne fece acquistare alcune centinaia, dalle gazzette locali e compiacenti parve che si fosse rivoluzionato il sistema di raccolta della Capitale. Il quesito non è peregrino perché spulciando l'elenco dei bandi aggiudicati da gennaio a luglio di quest'anno dalla Direzione Relazioni Esterne e Internazionali, facendo un po’ i conti della serva pare che questa direzione nei primi sei mesi abbia cacciato qualcosa come due milioni di euro (quasi 4 miliardi di vecchie lire).

Certo le Relazioni esterne, per un colosso (dell'indebitamento) qual è Ama, sono importanti se non proprio strategiche ma per esempio ci sfugge l'utilità di spendere 20.000 euro per un videogame su Ama che ci auguriamo non emuli la violenza di quelli in commercio magari rappresentando sanguinose faide di potere per l'occupazione di ambite poltrone.

E' anche evidente che Ama spende molto per la promozione della propria immagine non proprio al top del gradimento dei cittadini, ma l'aggiudicazione di 48.000 euro per la realizzazione di servizi fotografici potrebbe risultare eccessiva quando tutti i media già grondano delle immagini di cassonetti strapieni, scassati e di monnezza accumulata. Anche se siamo convinti che questi servizi talora riguardino anche i blitz di Alemanno per pulire i muri graffitati o spalare la neve. Sempre scorrendo la lista della spesa veniamo poi a scoprire che il 13, 14 e 15 marzo scorso Ama ha speso 5.115 euro per un servizio di coffe break e lunch che facendo una media di 25 euro a persona deve aver riguardato un evento di almeno di oltre 200 persone da rifocillare.

Tuttavia in Ama non si banchetta solo ma si realizzano non meglio precisate attività "ludico didattiche" che costano appena 50.000 euro, mentre se ne spendono 58.000 per la realizzazione di un video istituzionale del quale l'utenza avvertiva da tempo un irrefrenabile bisogno. Poi c'è la pioggerellina benefica di contributi da soli 5.000 euro cadauna a associazioni, onlus circoli ecc. ecc. che dimostrano le radici della municipalizzata nell'associazionismo e nella società civile. Fatto sta che cinque di qua e cinque di la alla fine si erogano quasi 50.000 euro. L'informazione è tutto, si sa, ed in Ama sono davvero bene informati se si spendono quasi 69.000 euro per le agenzie di stampa senza contare gli eventuali costi di un ufficio stampa che non deve certo essere dei più sguarniti.

Ci conforta invece il fatto che Ama per soli 90.000 euro stia lanciando (o abbia già lanciato, non lo sappiamo) una campagna radiofonica di promozione. Due milioni in sei mesi non sono pochi e dubitiamo che l'Amsa di Milano, tanto per citare i cugini padani, spenda altrettanto proprio nella capitale della "comunicazione". Ma approfondiremo magari girando la domanda all'amministratore delegato Cappello che da Milano viene fresco fresco.

Giuliano Longo