Se il sindaco comincia a perdere pezzi

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Grandi manovre in Campidoglio. Il Sindaco Alemanno si prepara alla campagna elettorale non sappiamo ancora di chi, ma già sta perdendo i pezzi. Infatti, dopo un rientro trionfale accanto al primo cittadino, il fido Ranieri Mamalchi ha abbandonato la nave che affonda.

A dire di molti per un dissidio insanabile con l’onnipresente Antonio Lucarelli che non ha gradito la sua invadenza politica. La sua stagione al Colle capitolino è stata breve, anzi brevissima. Lui che era stato presentato come il grande manager, come l'uomo in grado di fare ragionare Alemanno, è stato defenestrato senza se e senza ma. Anche perchè chi non rientra nei parametri lucarellliani è fuori o destinato a un triste esilio.

Un’altra vittima dello “spoil system lucarelliano” che nel corso degli anni ha mietuto vittime illustri da Sergio Gallo a Alex Voglino, da Angelo Giuliani a Maurizio Basile solo per citarne alcuni. Bravi, belli, brutti e cattivi, tutti fatti fuori perché non graditi al potente Lucarelli. Alla corte di Alemanno, lui il bell’Antonio, vuole solo gente mansueta e con pochi grilli per la testa. Ecco le carriere folgoranti di Gianluigi De Palo (ormai in odore di tradimento v. articolo in pagina), di Simone Turbolente, di Giammario Nardi, di Diacetti, di Angelo Scozzafava, di Giampiero Monti. Tutti allineati e coperti. Tutti pronti a sacrificarsi per il capo… Lucarelli.

Ma non tutti a Roma sono in linea con il bell'Antonio. Il capofila dei dissidenti addirittura siede nella Giunta Capitolina: Antonello Aurigemma. Nei suoi confronti si è scatenata da mesi un'offensiva mediatica e politica che avrebbe messo in difficoltà chiunque. Uno scontro titanico: Lucarelli contro Aurigemma. Una lotta tra l'uomo che tutto muove a Roma e l'assessore con l'elmetto – così è stato ribattezzato- che cerca ogni giorno di schivare trappole e agguati. Insomma Aurigemma è l'eccezione che conferma la regola. E' l'unico che riesce a resistere al bell'Antonio, l'unico che ha la facoltà di fare tremare i polsi al Sindaco quando si presenta in consiglio comunale. Perché il prode assessore controlla i voti dei consiglieri di "Laboratorio Roma", che oggi sono l'ago della bilancia in Consiglio comunale.

In tutto questo Roma soffre. In Campidoglio invece sembra che in questi gironi di primo autunno si viva con rassegnazione la fine di un regno, di un'epoca. Molti stanno già pensando al proprio futuro, mentre Lucarelli non molla e sembra in pole position per guidare la campagna elettorale di Alemanno contro tutto e tutti. Con la segreta speranza di cuccarsi un seggio alla Camera contrastato (ahinoi) dall'on. Barbara Saltamartini che nonostante i pomeriggi di preghiera ciellini, quando si tratta di poltrone diventa cattiva come pochi. Così il nostro, dopo tanto sudore e tanta tela tessuta segretamente con imprenditori e palazzinari, ripiegherebbe mestamente sulla presidenza del XIII municipio, sempre Ostia che non ricada in mano alle sinistre dopo la grande rinuncia di Vizzani.

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