«Roma non è più la locomotiva»

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Nell'area romana crolla la capacità di produrre ricchezza, aumentano i cittadini che non cercano più lavoro, cresce il ricorso alla cassa integrazione. Lo scrive il Rapporto 2012 della Provincia di Roma, presentato ieri a Palazzo Valentini dal presidente Nicola Zingaretti, che analizza gli aspetti demografici, occupazionali, di ricchezza e di imprenditoria.

Per quanto riguarda l'analisi demografica, dal 1971 al 2011 è rallentato il trend di crescita del capoluogo mentre è costantemente aumentato quello dei territori dell'hinterland. Nel comune di Roma si registra una minore presenza di giovani in età compresa fra i 15 e i 25 anni rispetto ad altri territori dell'hinterland. Per gli over 65 invece vi è un'incidenza molto alta nel comune di Roma e nei comuni più distanti dalla Capitale, afflitti da una scarsità di risorse demografiche e che presentano un rischio di spopolamento, a causa di mancanza di ricambio generazionale fra vecchie e nuove famiglie.

Sempre secondo il rapporto, al primo gennaio 2011, tra i cittadini della provincia di Roma si contavano 442.818 residenti stranieri pari al 9,6% della popolazione residente, mentre nel comune di Roma erano 294.571, con un aumento in 10 anni del 196% nel capoluogo e al 368% nell'insieme dei comuni dell'hinterland. Passando all'analisi della ricchezza, «la capacità di produrre ricchezza si è ridotta notevolmente in soli 5 anni, per il 2012 si stima – secondo il rapporto – una riduzione rispetto al 2007 de 5% del valore aggiunto complessivo e del 10% di quello pro-capite». Tra gli effetti collaterali della crisi economica, secondo lo studio, c’è la difficoltà di accesso al credito e la possibilità di restituzione del credito ottenuto. La stretta creditizia è stata tale che «in soli 6 mesi i prestiti delle imprese private si sono ridotti del 2,9% in Italia e del 3,4% a Roma».

«O si volta pagina e ci si rimette a costruire un modello condiviso di sviluppo – ha detto Zingaretti- oppure rischiamo di perdere anche quell'opportunità che il mondo ci offre. I dati ci dicono che Roma non è più la locomotiva d'Italia, come lo è stato in passato. Lo ripeto tutto questo è possibile farlo se c’è una condivisione di realtà e dati». Nel rapporto si parla di una disoccupazione giovanile al 36%: «I giovani- conclude il presidente- non hanno bisogno tanto di politiche settoriali per loro, ma di politiche che servano all'Italia per il lavoro, la formazione, la ricerca e cioè un sistema Paese e un sistema locale che riagganci la ripresa che in alcuni angoli nel pianeta c’è e che alcune novità europee possono rendere più credibile. Ci sarà un momento in cui il Pil riprenderà a crescere, ma questo dipenderà molto da come i sistemi territoriali saranno nella crisi e da come sapranno reinventarsi. Non si riprenderà mai l'Italia se non si riprendono Roma, Milano e il Sud. Siamo noi l'Italia. Oggi chiamiamo a raccolta tutti per dire: 'Scegliamo le vocazioni e cambiamo quello che non funziona'». All'incontro erano presenti tra gli altri, Lorenzo Tagliavanti, direttore Cna Roma, e Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi.

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