Pvq fuori controllo? Ci pensa “Risorse per Roma”

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Alcuni quotidiani continuano a scrivere dei punti verdi riferendosi alle 6/8 aree destinate alle giostre e per l'autorizzazione delle quali sarebbe indagato, come scritto ieri da Repubblica, Paolo Giuntarelli oggi presidente del Bioparco e prima direttore del dipartimento verde e tutela ambientale. I dubbi su quelle concessioni furono sollevati, come riportato già a maggio da Cinque Giorni, dal consigliere del II municipio Massimo Inches, ma la vicenda nulla ha che vedere con i punti verde qualità (PVQ) che portarono all'arresto dell'imprenditore Bernardini e del funzionario capitolino Volpe, oggi rinviati a giudizio. Altra storia e ben più pericolosa per le casse del comune che ha garantito ai concessionari crediti per 400 milioni con propria fideiussione.

Tanto grave e delicata da meritare minacce di gambizzazione a chi scrive. Tuttavia in assenza di sviluppi nell'indagine della Procura, scrivevamo nei giorni scorsi dell'intenzione del Campidoglio di rifilare a Risorse per Roma tutta la gestione dell'affare PVQ, senza che la commissione di scopo istituita dall'assessore Marco Visconti per far luce sulla intricata vicenda, abbia mai espresso una valutazione complessiva. Evidentemente siamo stati affrettati nel dare la notizia poiché non si tratta di una mera intenzione del Campidoglio, ma di una operazione che la Giunta ha già deciso con deliberazione n.225 del 25 luglio di quest'anno. Con quella delibera Roma Capitale dà inizio all'approvazione dell'iter procedurale per la gestione temporanea dei PVQ Tiburtino sud, Polisportiva Perconti, Prati Verdi della Bufalotta Maximo coop, da affidare a Risorse per Roma.

Sono i Pvq spesso citati nelle nostre inchieste e per i quali la concessione è stata revocata o decaduta. Infatti i concessionari di quei punti verdi, dopo aver ottenuto i finanziamenti, non sono più in grado di restituire le somme.

Così si scopre che il Comune, in qualità di garante, ha dovuto versare 9.492.331 euro alla Bcc e all'Istituto di Credito Sportivo «per il rimborso totale di n. 3 mutui contratti da “Massimo soc.coop” più 1.944.731 euro per escussione garanzie rilasciate a fronte di n. 4 mutui contratti» dalla Perconti con i medesimi istituti di credito. Da notare che queste ingenti somme sono probabilmente comprensive di quei 2.935.000 euro del Fondo di Solidarietà e garanzia istituito obbligatoriamente a carico dei concessionari, anche virtuosi, della prima ora.

Mentre Pantalone paga, dalla delibera si evince anche che nonostante la morosità, quei PVQ continuano la loro attività di gestione dei centri sportivi. Si presuppone allora che vi siano introiti e che un po’ di grano circoli. Importi che Risorse per Roma dovrebbe andare a recuperare subentrando “temporaneamente” anche alla gestione degli impianti. Insomma il Comune revoca le concessioni e RpR funge da esattore, amministratore, gestore e quant’altro di quei PVQ.

La delibera ha ottenuto prioritariamente il parere favorevole del direttore del dipartimento tutela ambientale, Tancredi; del direttore gestione e sviluppo PVQ Raimondo; del dirigente della ragioneria generale Corselli, ma qualcuno mormora che non sia stata firmata dal segretario generale del comune dott. Iudicello che comunque compare in calce al documento, scaricato dal portale del comune. Sempre a quanto ci risulta, RpR avrebbe respinto al mittente la deliberazione con una lettera circostanziata adducendo tutte le ragioni giuridiche, regolamentari e societarie che le impediscono di assolvere a questo incarico. Ma la mossa qualcuno l'ha voluta giusto per allungare il brodo e scaricarsi le responsabilità da una situazione che nel tempo potrebbe divenire esplosiva per il crac di altri concessionari. Un precedente che RpR non vuol creare su una vicenda che è stata gestita da altri e soprattutto oggi sotto il mirino della Procura.

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