Un mercato da difendere

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Elevando da 50 a 70 anni dal completamento della costruzione la soglia per dichiarare l’interesse culturale dei beni immobili di proprietà pubblica, il Decreto Legge sullo sviluppo (D.L. 13 maggio 2011, n.70 – Prime disposizioni urgenti per l'economia. – GU n.110 del 13-5-2011) apporta modifiche al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. L’innalzamento del limite temporale di appartenenza al patrimonio storico e artistico dei beni immobili dello Stato, degli enti pubblici e di tutti gli enti privati non a scopo di lucro compresi quelli ecclesiastici, segna un arretramento permanente e gravissimo della cultura della tutela nel nostro Paese e, immediatamente, lascia privo di protezione un patrimonio architettonico e urbano di alta qualità il cui valore è riconosciuto anche a livello internazionale.

La norma, peraltro, contraddice e vanifica le ingenti risorse intellettuali e finanziarie impegnate nell’ultimo decennio, soprattutto anche su impulso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella valorizzazione dell’architettura del secondo Novecento, con l’impegno, da una parte, della comunità scientifica e, dall’altra, di enti locali e della società civile per promuovere la memoria storica e sociale del nostro territorio.

A Roma si possono misurare già gli effetti della nuova norma: a seguito della delibera comunale – Indirizzi per la riqualificazione dei compendi immobiliari ubicati in via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia (n. 129/2011) – tre mercati rionali rischiano pesanti manomissioni nonostante siano inseriti nella Carta della qualità del Comune di Roma. Il pericolo maggiore, ossia la demolizione, lo corre il mercato di via Magna Grecia. Ultimato nel 1956, esso risulta compreso proprio nella fascia temporale di quelle architetture che potevano fino a pochi mesi fa usufruire di diritto della protezione costituita dal vincolo. Realizzato dall’ingegnere Riccardo Morandi, il mercato rappresenta, dal punto di vista architettonico e urbano, un’opera rilevantissima non solo per la storia della nostra città, ma anche per la vicenda dell’architettura italiana del secondo Novecento.

L’autore, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti progettisti di strutture in cemento armato, è stato uno dei protagonisti della stagione più fortunata dell’ingegneria italiana. L’edificio, una sorta di ‘macchina’ funzionale – con le spettacolari rampe elicoidali che raggiungono il parcheggio sommitale e l’originale pieghettatura della facciata – presenta caratteri architettonici e costruttivi di grande interesse. Il mercato e l’adiacente autorimessa continuano, da oltre 50 anni, a svolgere il ruolo di servizio pubblico, –un ruolo assolutamente attuale e da conservare. Gli appelli pubblici agli enti proprietari e alle istituzioni preposte alla tutela, formulati sia in difesa dell’architettura del secondo Novecento, sia in difesa, in particolare, del mercato di via Magna Grecia e sottoscritti da numerose associazioni, fondazioni e da istituzioni (tra cui AAA Associazione Archivi di Architettura, INARCH Istituto nazionale di Architettura, CNAPPC Consiglio Nazionale Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori, Ordine degli Architetti di Roma, INU Istituto Nazionale di Urbanistica ….) oltre che da numerosissimi studiosi non hanno avuto nessun riscontro.

Poiché negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi episodi che testimoniano totale disinteresse e disattenzione verso il patrimonio architettonico più recente sollecitiamo i soggetti responsabili a livello istituzionale ad avviare un nuovo corso nella gestione dei programmi di riuso e trasformazione dei manufatti del Novecento per evitare interventi occasionali e scoordinati che contribuiscono solo a impoverire il patrimonio architettonico del nostro Paese. In particolare richiamiamo ancora una volta la necessità di prendersi cura con urgenza della Casa delle Armi che – nonostante le numerosissime ed autorevoli voci sollevatesi a sua tutela – versa in una condizione di forte degrado, programmando un restauro adeguato al suo straordinario valore monumentale.

(per gentile concessione di DOCOMOMO*)

 

* DOCOMOMO Italia onlus aderisce nel 1995 a DOCOMOMO International (DOcumentation and COnservation of buildings, suites and neighbourhoods of the MOdern MOvement) che raccoglie 59 gruppi nazionali dei 5 continenti). Ha come obiettivo la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni e opera per la valorizzazione dell'architettura moderna. Considera finalità principali la conoscenza e la documentazione del patrimonio architettonico moderno, la promozione della sua salvaguardia e lo studio di metodologie e criteri di intervento appropriati e rispondenti al suo valore testimoniale. In questa azione ha come interlocutori studiosi, istituzioni preposte alla tutela, centri di studio, dipartimenti universitari e enti locali nonché imprese impegnate nel campo del restauro. Pubblica il semestrale docomomo Italia giornale. (www.docomomoitalia.it)